Liberi e Uguali “affossa” la Tangenziale di Como: «Meglio investire sulle strade ferrate»

Onorio Rosati con la candidata al consiglio regionale Ida Angela Sala durante la conferenza stampa Onorio Rosati con la candidata al consiglio regionale Ida Angela Sala durante la conferenza stampa

Il candidato presidente Onorio Rosati oggi pomeriggio a Como

«Si completi soltanto ciò che è già stato finanziato. In tutti gli altri casi puntiamo a un ridimensionamento dei progetti. In linea con la nostra posizione di forte contenimento della rete autostradale».

Liberi e Uguali sceglie la linea della chiarezza, forse anche a costo di rischiare l’impopolarità. E con il suo candidato alla presidenza della Regione, Onorio Rosati, si schiera tra i contrari al completamento della Tangenziale.

In una conferenza stampa convocata oggi nel primo pomeriggio a Palazzo Cernezzi, il neonato partito della sinistra ha illustrato le linee portanti della sua proposta per la Regione Lombardia.

Al tavolo, insieme con il candidato governatore, i sei componenti della lista della circoscrizione lariana. Lavoro, ambiente, salute sono stati i tre punti principali attorno ai quali è ruotato il breve discorso di Rosati, il quale è stato poi sollecitato dai giornalisti sui temi più locali.

La Pedemontana, come detto, ma anche le paratie e i rapporti a sinistra.

Sul completamento sino ad Albese con Cassano della bretella che oggi congiunge la A9 con Albate il candidato di Liberi e Uguali ha spiazzato un po’ tutti, dicendo chiaramente che l’opera, non essendo stata mai finanziata, va lasciata al suo destino. Secondo lotto addio, almeno nelle intenzioni di Rosati il quale ha detto chiaramente di preferire investimenti sui collegamenti ferroviari.
Il capitolo paratie non ha invece ricevuto da parte del candidato governatore di Liberi e Uguali alcuna risposta. Rosati ha infatti chiesto ai colleghi di lista comaschi di rispondere in sua vece ed è stata Licia Viganò, già sindaca di Orsenigo, a chiarire in poche parole la necessità di completare al più presto il procedimento oggi in atto in Regione per la conclusione dei lavori del cantiere sul lungolago del capoluogo.

Molto più articolata, invece, la risposta sui temi politici e sul mancato accordo con il Pd che, diversamente da quanto accaduto nel Lazio, non ha portato in Lombardia a una coalizione più ampia da contrapporre al centrodestra di Attilio Fontana.

«Siamo nati per essere alternativi alle destre e al Movimento 5 Stelle – ha detto Rosati – ma anche al Pd di Matteo Renzi. Per siglare un’alleanza bisogna condividere programmi e candidature, i voti non si sommano e non ci sono state le condizioni giuste. Il Pd lombardo – ha insistito il leader regionale di Liberi e Uguali – ha scelto il suo candidato in una riunione di partito».

Nessun accordo, quindi, per mancanza di premesse. Umane e politiche, è sembrato di capire. «Noi offriamo una sponda politica di sinistra a chi negli ultimi anni non è più andato a votare – ha detto ancora Rosati – Come tutti sanno sin dai banchi delle elementari, non è possibile sommare pere e mele. Rispetto al Pd e a Giorgio Gori siamo un frutto molto diverso».

L’ultima battuta è stata per la scelta di Giuliano Pisapia che invece a livello regionale ha deciso di stare con il centrosinistra. «La sua traiettoria politica è diversa, noi vogliamo dare vita a un nuovo partito della sinistra mentre Pisapia ha in mente un neo-ulivismo in un campo in cui il Pd e egemone».

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