Cronaca

Libeskind esce indenne dal “dibattito”. Fa rumore l’assenza degli oppositori

altIl confronto
Iniziale contestazione dei militanti di Forza Nuova, poi più nulla

Insostenibile. La leggerezza dei contrari si è misurata con una categoria letteraria. E il monumento che Daniel Libeskind ha donato alla città di Como è uscito praticamente indenne dal passaggio “pubblico” organizzato ieri pomeriggio in Biblioteca.

La lunga presentazione-dibattito trasmessa in diretta su Etv e moderata dal giornalista Bruno Profazio è stata, alla fine, tutto il contrario del calvario annunciato. Più passerella che tiro incrociato. Con l’eccezione dell’iniziale contestazione di Forza Nuova, durata una manciata di secondi a favore di telecamera e digerita subito dalla platea e dai relatori schierati sul palco.

 

Un osservatore neutrale che fosse stato chiamato a leggere il termometro dei dubbi su “The Life Electric” avrebbe sicuramente registrato temperature sotto la media.
Tanto rumore per nulla, insomma. Al punto che l’unica novità interessante della serata, alla fine, è parsa la dichiarazione del presidente degli Amici di Como, Silvio Santambrogio, relativa ai costi non previsti dell’opera. «Se dovessimo vincere noi la gara – ha detto il mobiliere di Giussano – valuteremo se pagare l’Iva».
I 103mila euro ipoteticamente a carico del Comune finiranno, quindi, con ogni probabilità, per essere liquidati dall’associazione che ha proposto l’installazione delle “vele” di Daniel Libeskind sulla diga foranea.
Visto il risultato finale della serata, la domanda è inevitabile: ma che bisogno c’era di chiamare a raccolta i cittadini per discutere del monumento disegnato dall’archistar americana? Probabilmente nessuno.
Sulla questione è intervenuto il sindaco, Mario Lucini, proprio in apertura della serata. «Si è creata una tensione positiva – ha detto Lucini – Ed è importante che la città dibatta, che tutti i cittadini sentano di poter parlare liberamente».
Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica e grande sponsor del monumento, ha poi lanciato una stoccata agli scettici e ai difensori a oltranza del paesaggio, ricordando opere recenti di maggiore impatto e ripescando dall’album dei ricordi una delle tante contraddizioni di una città inchiodata al suo passato. «Nel 1929 – ha detto Spallino – il prefetto di Como nominò una commissione per stabilire se il Novocomum deturpasse il profilo del lago». Corsi e ricorsi della miopia architettonica. Se il giudizio, allora, fosse stato negativo non avremmo oggi, di fronte allo stadio, uno degli edifici sui quali gli studenti di tutto il mondo imparano a leggere le linee e le geometrie del Razionalismo.
Il dibattito, si diceva. Molto distante dalle attese, talmente soft da essere per certi tratti persino noioso. Se si esclude la brillante esposizione del progetto fatta da Giuseppe Blengini, architetto piemontese collaboratore dello “Studio Libeskind”. Con l’ausilio di alcune slide, Blengini ha ricostruito il percorso visivo che ha portato al disegno del monumento, ispirato alla «bellezza artistica della scienza, alle curve e alle linee generate dalla natura». Forme che sono anche formule. Algoritmi. I quali sfociano in un gioco di archi «che non crea urti», ma si compone (e quasi si dissolve) nel paesaggio.
Il dibattito. Privo di forzature – e questo è un bene, in fondo – ma pure di voli alati. Una discussione preoccupata della tenuta fisica della diga foranea, dei (troppi) vantaggi economici assegnati ai vincitori del bando di sponsorizzazione, dei costi di gestione, degli eventuali ritardi nella costruzione del monumento. Così, la storica presidente di Italia Nostra, Fiammetta Lang, ha chiesto con insistenza una «carota incamiciata» per la diga, ovvero scrupolosi sondaggi sotterranei che prevengano ogni possibile dissesto del lungo corridoio posto a sbarramento del primo bacino. Mentre l’architetto Flavio Corti, forte del suo passato di tecnico a Palazzo Cernezzi, ha invocato una «dima», cioè a dire una simulazione. Ricordando come il sindaco Antonio Spallino, dopo aver immaginato di collocare il Monumento alla Resistenza europea sul tondello della diga foranea, avesse fatto alla fine marcia indietro proprio grazie ai risultati della riproduzione in copia.
Detto del fatto che gli Amici di Como presenteranno al Rockefeller Center di New York il monumento – lo ha annunciato Daniele Brunati – non resta che chiudere con le parole dell’ultimo intervenuto, il presidente degli albergatori di Como Roberto Cassani.
«Libeskind non oscura ciò che abbiamo di bello. Crea invece valore aggiunto. Siamo abituati a guardare sempre all’indietro, per una volta facciamo un passo avanti, verso il futuro».

Da. C.

Nella foto:
Il tavolo dei relatori all’assemblea organizzata ieri pomeriggio nel salone della Biblioteca comunale per parlare del monumento di Libeskind
10 ottobre 2014

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