Ieri il processo
Secondo la tesi dell’accusa, avrebbe tentato di esportare in Francia e in Belgio due volumi antichi senza tuttavia i dovuti (e necessari) attestati di libera circolazione di un bene culturale di interesse archivistico.Nei guai è finito così un 35enne di Cantù, libraio e antiquario di professione, sorpreso nel giugno del 2009 a tentare di vendere ad acquirenti fuori dall’Italia
un tomo del 1552 “Epistolarum familiarium”, opera dello scrittore Bembo (questo diretto in Francia) e “m.t. Ciceroneum Observationes Utilissimae”, opera dello scrittore Mario Nizzoli in una edizione sempre del 1552 (destinata al Belgio). La storia arriva sul Lario grazie a un’indagine partita nelle Marche, ad Ascoli Piceno per la precisione, e in cui rimase intrappolato anche il libraio brianzolo. In un primo momento era stato emesso un decreto penale di condanna da 1.500 euro cui la difesa dell’uomo si era però opposta. Da qui l’approdo in aula e l’udienza di ieri che ha incardinato il processo. Tutto è poi stato rinviato all’11 aprile del prossimo anno.
M.Pv.
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