Lido abusivo sul lago a Valbrona. Denunciato e multato il gestore

Il caso – Sulla spiaggia erano stati sistemati 120 lettini e decine di ombrelloni
La struttura “scoperta” da una motovedetta dei carabinieri
Lettini, ombrelloni, tavoli, sedie, calcetto e l’immancabile bar con le bibite. Un lido in piena regola, con un’invidiabile posizione sulla spiaggia di Liscione, a Valbrona. Il tutto realizzato senza chiedere alcuna concessione.
In una parola, abusivo, come hanno accertato i carabinieri di Lecco, intervenuti venerdì per chiudere lo stabilimento balneare e denunciare il gestore, un 45enne lecchese. Allo stabilimento non mancava nulla. L’area occupata – illegalmente – era stata recintata e dotata di un cancello
 che impediva l’accesso negli orari di chiusura del lido. Naturalmente aveva anche un nome, Moyo’s beach sun, drink e music, e una clientela, ignara dell’irregolarità della struttura. Venerdì mattina, durante un pattugliamento lacuale, i carabinieri di Lecco da una motovedetta hanno notato il lido, mai visto prima, e si sono insospettiti. Immediata la decisione di fermare la barca e andare a verificare.
I militari hanno chiesto spiegazioni al gestore e, in pochi minuti, hanno accertato che lo stabilimento era stato realizzato senza alcuna concessione né autorizzazione di sorta. Immediato l’ordine di chiusura e lo smantellamento del lido. I carabinieri hanno ordinato il sequestro di tutto il materiale: circa 120 lettini, una trentina di ombrelloni e altrettanti tavoli, una sessantina di sedie, il calcetto e l’area bar. Sulla spiaggia erano stati anche realizzati alcuni manufatti di cemento che dovranno ora essere smantellati.
Per il gestore, un 45enne di Lierna, sono scattate le sanzioni per l’occupazione abusiva del suolo demaniale. L’uomo, però, dovrà rispondere anche di reati penali, perché è stato denunciato a piede libero per distruzione o deturpazione di bellezze naturali e violazione dei vincoli paesaggistici. Un’accusa inevitabile alla luce dei manufatti in cemento che aveva realizzato sulla spiaggia, in un’area pubblica e, anche in questo caso, senza chiedere alcun permesso.
Dalle prime informazioni, sembra che lo stabilimento balneare fosse stato aperto da poco. Un’attività nata dall’oggi al domani che, almeno fino a venerdì, non aveva ancora destato alcun sospetto.
Soltanto i carabinieri, notando il lido dal lago, hanno capito che qualcosa non andava e hanno deciso di intervenire.
Dopo il sequestro di quanto era stato posizionato sulla spiaggia e la rimozione di reti e cancello, l’area è stata completamente liberata, e da ieri è nuovamente a disposizione – gratuitamente – di chiunque voglia concedersi una pausa per una tintarella o un tuffo nel lago.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il ramo di Lecco del Lago di Como visto da Valbrona. Nel paese lariano era stato creato un lido abusivo. Sono stati i carabinieri a scoprirlo nel corso di un pattugliamento

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