«Il campus? No, stanze per studenti nel monoblocco»

campusLa Como del futuro
Carioni: «Troppe incognite per il San Martino, meglio l’ex Sant’Anna»

Un incontro sul futuro del campus al San Martino tra il sindaco Mario Lucini e il presidente di UniverComo, Mauro Frangi, ieri, si è effettivamente svolto a Palazzo Cernezzi. Ma ha solo spostato la data del vertice tra tutte le istituzioni coinvolte al prossimo martedì. Sullo stesso tema, però, ieri la scena è stata comunque occupata da un terzo protagonista a sorpresa, ossia il commissario della Provincia di Como, Leonardo Carioni. Il quale ha dato l’ennesimo segnale (indiretto) di scarsa convinzione nel progetto da 70 milioni di euro complessivi per fare dell’ex ospedale psichiatrico un campus universitario. E questo a dispetto del fatto che Villa Saporiti sia tuttora tra i soci di UniverComo, il soggetto che ha materialmente presentato la richiesta di 5 milioni (su 7 a disposizione per il Lario) alla Fondazione Cariplo per avviare il progetto

accademico al San Martino. «La mia è un’idea, una valutazione iniziale – esordisce con sorniona prudenza Carioni – Non voglio scombinare tutto quello che si è fatto e si vuole fare per realizzare il campus e non voglio apparire come il guastafeste dell’ultimo minuto. Però proprio stamattina (ieri, ndr) ho accennato al sindaco di Como, Mario Lucini, l’ipotesi di realizzare all’interno del monoblocco dell’ex Sant’Anna, a Camerlata, le stanze per gli studenti universitari, piuttosto che ragionare soltanto sul San Martino. Potrebbe essere un’alternativa, ma lo dico così, su due piedi, nulla di più». Sarà anche così, ma trattandosi comunque di “un’idea su due piedi” del rappresentante di uno dei principali enti pubblici del territorio, per di più coinvolto direttamente nell’ipotetico progetto del campus, è difficile catalogare il tutto come una banale boutade. La prima interpretazione possibile – almeno a livello giornalistico – è naturalmente quella di un chiaro segnale di sfiducia verso il progetto universitario sulla collina del San Martino. «Ma no – frena (sorridendo) Carioni – Poi il sindaco mi ha già detto di no, che il campus al San Martino resta la priorità». E però il commissario di Villa Saporiti non demorde. Insiste. «Diciamo che mi interrogo, più che altro – afferma – Mi pare che sul campus le idee non siano ancora davvero chiare, che non tutti i punti tecnici ed economici siano stati chiariti e che quel progetto, nel suo complesso, costi un’enormità. Ecco, mi domando: è giusto chiedere tanti milioni alla Fondazione Cariplo senza sapere ancora come sarà il progetto finale, peraltro con costi stimati intorno ai 70 milioni?». Domanda che rimane sospesa, ma che appare tutt’altro che neutrale (soprattutto alla luce degli ottimi rapporti personali tra Carioni e il numero uno della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti). «Ogni volta che passo davanti al monoblocco dell’ex Sant’Anna – prosegue il leghista – penso a come vanno le cose a Como. Guardiamo la vicenda Ticosa: 7 anni fa si fecero i fuochi d’artificio e il recupero sembrava a un passo. Oggi, nel 2014, tutto è uguale a prima. Visti questi tempi lunghissimi, mi domando se ancora abbia un senso aspettare la realizzazione della cittadella sanitaria, altro progetto con costi e tempi tuttora indefiniti. Non sarebbe meglio utilizzare subito le stanze di quell’edificio per accogliere gli studenti universitari, visto che i locali sono tutti in ottimo stato e andrebbero solo adeguati alle nuove esigenze?». Inutile ribattere che, nel monoblocco, sono comunque attivi molti servizi sanitari. «Una sistemazione si troverebbe – ribatte Carioni – E poi sistemare le stanze per circa 500 studenti là dentro costerebbe un paio di milioni al massimo e si riuscirebbe entro un paio d’anni. Mentre per realizzare la cittadella sanitaria non ne basterebbero 100, forse. E per il campus al San Martino ne servono 70. Non voglio fare voli pindarici, dico soltanto che mi spiacerebbe sprecare opportunità esistenti per privilegiare percorsi con molte incognite e costi enormi». Questa, dunque, la teoria di Carioni, dunque. Per i supporters del campus, cospiratoria, probabilmente. Emanuele Caso

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