Cronaca

«Il campus sarà realtà. Serviranno 30 milioni»

altL’intervista
LORENZO SPALLINO
Ci crede. Anche se costerà moltissimo e servirà tanto tempo. Eppure l’assessore comunale all’Urbanistica, Lorenzo Spallino, vede (quasi) solo il campus universitario nell’ex San Martino.
Eppure, assessore Spallino, a inizio mandato lei stesso non esitò a manifestare qualche dubbio sulla questione.
«Non sulla bontà del progetto di un campus all’ex San Martino, bensì sulla situazione di partenza dopo anni e anni di dibattito. Le sedi universitarie erano e sono ancora tantissime

e sparse per la città, sul concentramento delle attività dell’Asl nella cittadella sanitaria di via Napoleona non si sapeva nulla, le posizioni degli atenei non erano chiare. Da allora, però, molte cose sono cambiate».
Dica le più importanti.
«Ci siamo finalmente seduti tutti allo stesso tavolo: Comune, Provincia, università, azienda ospedaliera Sant’Anna, Asl. E poi abbiamo firmato il protocollo d’intesa che stabilisce nel 30 marzo il termine perché gli enti presentino un’ipotesi di fattibilità tecnica ed economica del campus. Non è poco».
Lei conferma la linea per il San Martino che prevede zero costruzioni nuove e recupero dell’esistente?
«La direzione è quella. L’impronta attuale di tutto il complesso dell’ex ospedale psichiatrico deve rimanere immutata. E tutti i fabbricati più importanti, in condizioni da buone a sufficienti, devono essere recuperati alle nuove funzioni. Potremmo accettare soltanto di abbattere qualche edificio secondario, particolarmente ammalorato, per essere sostituito da strutture nuove. Ma si tratterebbe, comunque, di pochi casi, senza modificare i volumi esistenti e mantenendo comunque gli stessi perimetri attuali».
L’idea del campus è affascinante. Ma esiste un’ipotesi su quanto potrebbe costare la realizzazione?
«Le prime stime dicono intorno ai 30 milioni».
Una cifra enorme per soggetti quali università, Comune e Provincia. Dove si prendono così tanti soldi?
«La cifra è notevole, ma sembra enorme per Como. Se si pensa alla stessa somma riferita alle università di Napoli o Roma, il discorso cambia. E Como, per un’iniziativa che ora unisce così tante istituzioni, può, anzi, deve, contare sull’aiuto della Regione e dello Stato».
Altro tema rimasto sempre oscuro: i tempi per l’eventuale realizzazione del campus.
«Ad oggi è difficile indicare una tabella precisa, sarà tutto più chiaro dopo il 30 marzo. Ma se entro i prossimi 4 anni si reperissero le risorse e fossimo in grado di dare il via alle gare per i lavori, sarei già soddisfatto».
Nel complesso, siamo di fronte a un’impresa di grandi proporzioni. Ma molti dubitano del futuro universitario di Como.
«Chi lo fa sbaglia. Como, con migliaia di studenti italiani e stranieri che frequentano Politecnico e Università dell’Insubria, è già una città universitaria. E la presenza di atenei più forti e con maggiore identità, grazie al campus, darà ulteriore slancio alla prospettiva. Poi io immagino un campus vivo 24 ore su 24, con il parco aperto alla città, una cinquantina di residenze per studenti all’interno, una sede per l’Accademia Galli e magari il nuovo auditorium per il Conservatorio di Como».

Emanuele Caso

Nella foto:
Le deleghe
Oltre all’Urbanistica, Spallino ha le deleghe a Edilizia privata e Informatizzazione
26 Gennaio 2013

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