«Il Comune non è stato coinvolto. Ma abbiamo dato il patrocinio»

alt Il vicesindaco di Como
(a.cam.) Un semplice patrocinio, senza alcun stanziamento di fondi né la concessione della sede o di aiuti diversi. Il Comune di Como, che dal 2005 al 2012 ha organizzato direttamente il “Progetto Aurora” e nel 2013 ha messo a disposizione l’aula magna del Politecnico e preparato manifesti e volantini, per l’edizione 2014 ha scelto un ruolo decisamente defilato.
Il progetto è stato organizzato autonomamente dalla Cooperativa AttivaMente e dalla neonata Scuola per genitori.
«Lo scorso anno ero stata

coinvolta direttamente dalla cooperativa per l’organizzazione, quest’anno non è accaduto – dice Silvia Magni, vicesindaco e assessore all’Istruzione di Como – Nel 2013, oltre a concedere il patrocinio abbiamo messo a disposizione la sede, quest’anno i promotori hanno scelto il Sociale. È stato chiesto ancora il patrocinio del Comune e lo abbiamo dato volentieri». Già lo scorso anno, Palazzo Cernezzi non aveva erogato fondi.
«C’è stato un problema di bilancio – conferma Silvia Magni – Non avevamo la disponibilità dei fondi richiesti quando servivano agli organizzatori e avevamo dunque dato la sala. Per quanto ci riguarda, a breve potremmo forse presentare una proposta gestita direttamente dal Comune. La grande partecipazione al “Progetto Aurora” mi fa piacere, è positivo che i genitori manifestino attenzione e preoccupazione rispetto a un’età complicata quale l’adolescenza».
«Quest’anno come Cooperativa AttivaMente non abbiamo richiesto al Comune di Como di sostenere economicamente il progetto – dice il presidente Jacopo Boschini – Lo avevamo fatto l’anno scorso, e il Comune ci aveva messo a disposizione la sede e il progetto grafico. Per il 2014 ci siamo limitati a chiedere il patrocinio. Il cambio della sede è stato deciso in seguito alla grande richiesta di partecipazione – aggiunge Boschini – e abbiamo pensato dunque di coinvolgere il Teatro Sociale. Abbiamo chiesto un’offerta libera per rendere “Aurora” un progetto partecipato, perché crediamo giusto che le persone che vi prendono parte da tanti anni con entusiasmo diventino esse stesse sostenitrici del progetto».

Nella foto:
Silvia Magni

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