«Il Comune non può ignorare la nostra protesta sulla Ztl»

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La rivolta degli esercenti
I commenti dei partecipanti alla marcia dei lumini di lunedì sera

Commercianti, cittadini e persino cagnolini con i lampeggianti. C’erano proprio tutti, lunedì sera, a sfilare contro l’allargamento della Zona a traffico limitato. E anche gli amici a quattro zampe, come detto, per non essere da meno rispetto ai padroni dotati di lumini sono stati preparati a dovere. Si sono infatti presentati all’appuntamento con i collari dotati di tante piccole luci rosse, lampeggianti.
È stata una serata particolare, per Como, quella che ha visto più di 400 persone

manifestare contro il provvedimento voluto dalla giunta Lucini. Una nottata insolita, partita con un po’ di suspense.
Il popolo dei lumini si è infatti materializzato all’improvviso. All’ora fissata per il ritrovo – le 19.50 – il solo Alessandro Rapinese (Adesso Como), promotore della protesta insieme al comitato “Como di Tutti”, era presente con il megafono d’ordinanza nel cortile del Comune. Ma dopo 25 minuti, ecco sbucare dalle tenebre di una città spenta – la protesta delle vetrine buie prosegue ormai da giorni – i primi gruppetti di commercianti.
E in pochissimi minuti il cortile di Palazzo Cernezzi si è riempito.
Poi la distribuzione, in alcuni banchetti collocati negli angoli del cortile, dei lumini. E dopo un primo conteggio sommario, l’attimo forse più singolare con l’accensione dei ceri. Un mare di luci levate in alto verso la finestre della sala Stemmi, aperte. A pochi metri, nell’aula, si apriva la seduta consiliare dove si sono sentiti – nitidamente – i cori da stadio dei manifestanti. Inutile specificare contro chi.
A un certo punto, tra un boato e l’altro nei pochi momenti di silenzio, si sono cominciati a udire dei pesanti rintocchi come se qualcuno stesse bussando su un portone di legno. Tra lo stupore generale, alla fine, si è svelato l’arcano. Molti commercianti – in ritardo – non sapendo che l’ingresso del Comune affacciato su via Vittorio Emanuele la sera viene chiuso, bussavano per farsi aprire. Ma poi, guidati dai boati, anche i ritardatari si sono uniti alla protesta che dal Comune si è diretta in via Ballarini, fuori dagli uffici di Confcommercio dove era atteso il presidente della Regione, Roberto Maroni. Arrivato, però, proprio pochissimi minuti dopo il passaggio del corteo.
Infinite le voci della protesta. «Era doveroso esserci. Lo scorso lunedì non avevo partecipato alla prima riunione. Ora eccomi qui. Il Comune non può ignorare una simile protesta – ha detto Marco Siddi del negozio “Scotti giocattoli” – Vogliamo delle risposte».
In tanti lamentano già da tempo consistenti perdite nel giro d’affari. «Come facciamo a mandare avanti i negozi? Stanno facendo terra bruciata intorno a noi. Il centro si sta spopolando – ha sottolineato Maurizio Mauri, proprietario di una tabaccheria in piazza Cavour – Ora basta. Ci sentiamo offesi».
E non sono proprio andate giù le parole del sindaco Mario Lucini che, nei giorni scorsi, aveva ribadito l’esistenza di un numero adeguato di posti auto in centro città. «Vive proprio su un altro pianeta. Dove li vede? Ha detto che domenica scorsa la città era piena di gente? È vero, ma chi può permettersi di spendere le cifre folli che si devono sborsare per i pochi posti auto ancora esistenti a ridosso del centro?», ha concluso Mauri.
Tra i manifestanti, anche il presidente di Confesercenti. «Siamo qui perché, ancora una volta, vogliamo ribadire la nostra assoluta contrarietà alla Ztl – ha spiegato Claudio Casartelli – Lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Siamo con i commercianti. E parteciperemo come associazione, con una quota, al ricorso al Tar che si sta preparando». Ricorso che costerà circa 6mila euro.
«I soldi li stiamo recuperando tra i negozianti – ha commentato Edoardo Pizzala, commerciante e cassiere del “Comitato Como di Tutti” – Vogliamo andare fino in fondo. Non possiamo desistere».
E durante la breve sosta del corteo davanti alla sede di Confcommercio, il frastuono ha fatto scendere in strada quanti stavano aspettando Maroni.
Tra loro anche Andrea Camesasca, vicepresidente degli albergatori lariani. «È inimmaginabile che un’amministrazione non prenda in considerazione una simile protesta – ha detto – Un numero così elevato di cittadini non può rimanere inascoltato». Infine l’arrivo nella tenebrosa piazza Roma, illuminata a giorno dai lumini.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Due momenti della protesta: sopra, lumini accesi nel cortile di Palazzo Cernezzi; a destra, il corteo in marcia (Fkd)

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