«Il lavoro spetta prima a noi, poi agli italiani»

Parla la presidente dell’Udc del Cantone
Un futuro per i giovani ticinesi. A casa loro, e non in altri Cantoni, né all’estero. Ma soprattutto lo stop duro, senza sconti, ai frontalieri.
Sono gli obiettivi che si pone l’organizzazione giovanile dell’Udc ticinese, partito conservatore alleato della Lega alle prossime elezioni federali di ottobre.
Un obiettivo da raggiungere anche, eventualmente, denunciando gli accordi bilaterali con l’Italia e chiudendo le porte all’immigrazione. Lara Filippini, 28 anni, è la presidente

dei giovani Udc ed è candidata al Parlamento di Berna.
«Il problema del frontalierato è innegabile – dice – A novembre 2010, quando abbiamo lanciato la campagna Bala i ratt, i frontalieri erano 46mila, oggi sono 51mila. Noi vogliamo reintrodurre la clausola di preferenza per il lavoratore locale».
La campagna Bala i ratt ha suscitato forti polemiche. «Era soltanto un disegno, simpatico e non certo offensivo. È servito per portare un problema all’attenzione di tutti. Nessuno ne voleva parlare. Se siamo passati da 46mila a 51mila frontalieri, significa che in buona parte i ticinesi sono stati lasciati a casa per essere sostituiti dagli italiani».
Secondo la giovane esponente dell’Udc non si tratta di un segnale di sviluppo dell’economia.
«Qui si parla di 5mila nuovi frontalieri su 46mila, oltre il 10%. Troppo per pensare che sia tutto merito della crescita. L’ingresso di tanti lavoratori stranieri rischia di far diminuire il livello dei salari di noi ticinesi. Molti giovani, oggi, ricevono offerte di lavoro con stipendi che non permetterebbero di arrivare a fine mese. Molti ticinesi si trovano costretti ad andare oltre il Gottardo o all’estero per trovare lavoro. Una cosa che trovo veramente assurda. I posti di lavoro ci sono, per noi e anche per i frontalieri. Non stiamo negando che abbiamo bisogno dei lavoratori stranieri. Soltanto che prima veniamo noi, poi quello che rimane è per i frontalieri».

Franco Cavalleri

Nella foto:
Le dogane tra Italia e Svizzera sono sempre più assediate dalle auto dei frontalieri

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