«Il malcontento alla base della protesta è reale»

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Le opinioni delle associazioni di categoria
Bergna (Cna) e Monteduro (Uil) non temono però la concorrenza dei “forconi”

(m.d.) Appartengono a due fronti opposti, uno rappresenta un’associazione imprenditoriale, l’altro un sindacato, ma sulla protesta dei “forconi” che anche ieri ha messo a dura prova la viabilità alle porte del capoluogo la pensano allo stesso modo.
Perché Alberto Bergna, direttore della Cna di Como, e Salvatore Monteduro, segretario provinciale della Uil, pensano entrambi che il malcontento alla base dei blocchi stradali sia reale, che le associazioni fatichino a rappresentare le istanze

della gente e che il Paese debba cambiare. Entrambi, inoltre, non temono la concorrenza del popolo dei “forconi”. Una protesta che corre al di fuori delle associazioni di categoria, così come è avvenuto in politica con i “grillini” che hanno messo in difficoltà i partiti tradizionali.
«Sì, questo parallelo con la politica esiste – afferma il direttore della Confederazione nazionale dell’artigianato di Como – E riconosco anche la nostra difficoltà a rappresentare il malcontento profondo che c’è nel Paese, un malcontento reale e diffuso».
Il popolo dei “forconi” chiede a gran voce il cambiamento. «L’Italia deve cambiare – afferma Bergna – così come le rappresentanze tradizionali. Del resto la Cna è sempre cambiata: una volta rappresentavamo gli artigiani di sinistra, oggi diamo voce al ceto medio, al lavoro autonomo e alle piccole e medie imprese oltre che all’artigianato. E dovremo cambiare ancora, perché il Paese muta così come la sua economia».
Nessun timore che i “forconi” rubino la ribalta. «Questi movimenti non vanno sottovalutati perché sono l’indicatore di un malessere reale – conclude Bergna – Non temiamo però la loro concorrenza. Mi preoccupa di più il fatto di riuscire a interpretare in maniera completa il disagio delle imprese e dei cittadini».
Come detto, anche il segretario provinciale della Uil la pensa allo stesso modo. «Più che il rischio che la protesta dei “forconi” rubi la scena ai sindacati e alle altre associazioni – afferma infatti Salvatore Monteduro – il problema vero è il malcontento reale che si sta creando sempre più all’interno della società. E questo è un fenomeno molto pericoloso. Anche perché bisogna sempre tenere insieme i diritti di chi protesta con la necessità di non creare disagi eccessivi a chi deve andare a lavorare o in ospedale per una visita. E solo le associazioni riescono a veicolare la protesta in tal senso».
Anche per Monteduro un po’ di autocritica è inevitabile. «Più che sfiducia nei nostri confronti credo che il problema di fondo sia una certa incapacità di raggiungere risultati concreti da parte sia delle associazioni imprenditoriali sia dei sindacati. E la politica deve capire che se la crisi perdura la situazione può degenerare: il Paese ha bisogno di riforme strutturali».

Nella foto:
Il presidio del popolo dei “forconi” lunedì in via Paoli, primo giorno della protesta

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