«Il mio commosso saluto ai cittadini comaschi»

Cambio della guardia al comando della caserma De Cristoforis

A tre anni quasi precisi dal mio arrivo nella vostra bella città, sono già sul piede di partenza, pronto a raggiungere una nuova destinazione. D’altra parte, è quello che capita spesso a chi svolge la mia attività. È una consuetudine.
Nell’autunno del 2010, assunto il comando del Ce. Doc. nella caserma di Como, la mia curiosità e la passione per la storia mi hanno spinto ad approfondire la conoscenza con quel Carlo De Cristoforis che dava il nome alla struttura. È così che ho iniziato a muovermi, a conoscere ed apprezzare la città e i suoi abitanti.
I primi incontri sono stati con le autorità: il Prefetto, i Vertici della Provincia, i Sindaci, il Questore e i miei colleghi Comandanti Provinciali dei Corpi Armati dello Stato, nonché gli Assessori dell’Amministrazione Comunale di Como. Conoscenze piacevoli e interessanti, come quelle delle diverse Associazioni d’Arma comasche, alcune delle quali storiche.
I rapporti più intensi sono stati, come intuibile, con le Associazioni d’Arma e il caso ha voluto che io, Colonnello del Genio Ferrovieri, allacciassi un legame particolarmente fraterno con la locale Sezione dell’Associazione Nazionale Alpini (presieduta dai vulcanici Gaffuri, Bianchi e Mosè). Con gli Alpini ho partecipato a eventi difficili da scordare: l’incontro con Luca Barisonzi, il ragazzo ferito gravemente in Afghanistan, la grande mostra allestita in caserma lo scorso anno (in occasione del 140° Anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini), le lezioni sulla Costituzione agli alunni delle scuole e tante altre occasioni culturali e – perché no? – gastronomiche.
E come dimenticare le visite eccellenti ricevute in caserma? Corrado Perona, presidente nazionale dell’Ana, i giornalisti sportivi Bruno Pizzul e Carlo Gobbi, nonché Manuel Principi, i grandi reduci di guerra decorati al Valor Militare come Nelson Cenci, Carlo Vicentini e il Generale Luigi Morena, nonché il direttore della Rivista Militare Svizzera.
Come dimenticare la Mostra Risorgimentale realizzata sempre in caserma nel 2011 in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia con la collaborazione dell’Archivio di Stato, del Museo Didattico della Seta, dell’Istituto Comasco di Storia, di Jessica Savoia dell’Associazione Erodoto Cultura e dell’Associazione ComOn di Como. Ricordo con affetto la collaborazione culturale con il professor Mottola e l’architetto Albanese che hanno sapientemente coinvolto la caserma nell’inaugurazione del Monumento al genio ingegner Rossi, creatore della famosa  Rivarossi trenini, e nell’organizzazione in caserma di una conferenza internazionale sull’ingegnere a premessa dell’inaugurazione della mostra sulla Rivarossi in città, si spera in futuro nella realizzazione di un museo Rivarossi.
Ricordo la collaborazione con Chiara Salza e Carla Bignami del “Centro Donatori del Tempo” per l’organizzazione dei laboratori annuali di Arteterapia per malati di Alzheimer  e con l’Associazione “Un sorriso in più” per la realizzazione di una mostra nel maggio 2013 sulla creatività degli anziani di alcune Rsa.
Ricordo la collaborazione con il Dipartimento di Emergenza del Sant’Anna, in particolare con il professor Landriscina e il dottor Barca, che ha portato a ospitare in caserma un corso nazionale per l’emergenza pediatrica nei terremoti con relativa esercitazione di protezione civile. Inoltre, ho visto nascere il  Centro Studi Strategico “Carlo De Cristoforis” (Cestudec) finalizzato a incoraggiare l’approfondimento della storia militare anche nelle scuole superiori. In tale contesto, il presidente del Cestudec, il professor Gagliano, assieme all’Unuci di Como, ha istituito un premio annuale per le scuole superiori per la migliore tesina di storia militare.  
Un triennio davvero pieno, per le amicizie sbocciate spontaneamente con la Canottieri Lario, l’Aero Club Como, la Famiglia Comasca e tanti altri. Il  2014 sarà l’anno del centenario della caserma e della Prima guerra mondiale. Sono convinto che il nuovo Comandante  sarà sicuramente entusiasta di organizzare questi eventi. Certamente, non dimentico la collaborazione avuta dalle Associazioni d’Arma delle provincie di competenza matricolare, in particolare dalla sezione Alpini di Brebbia di Varese, dalle Sezioni degli Artiglieri, dei Cavalieri e dei Finanzieri di Lecco, dalla Sezione dell’Istituto Nastro Azzurro di Sondrio.
Come noto, gli Alti Comandi hanno disposto il mio trasferimento a Milano, presso il Comando Militare Esercito Lombardia. Avrò un incarico prestigioso e ne sono fiero, ma saluto con tristezza il mio personale  della caserma De Cristoforis che mi è stato sempre vicino nelle tante attività svolte  e  i tanti amici che mi hanno fatto sentire a Como, come fossi a casa mia.
Lasciando la città, permettetemi di salutare tutti i suoi abitanti, non con un marziale saluto militare, ma con un commosso, forte e affettuoso abbraccio.
Como si può solo amare, ciao Como.
Colonnello Mario Pietrangeli

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