«Il muro non deturpò il paesaggio della città»

paratieIl muro non deturpò il lungolago e l’ambiente circostante. E, soprattutto, i dirigenti comunali e provinciali che seguirono – pur con ruoli diversi – la costruzione della barriera di cemento davanti al lago non si resero responsabili di distruzione delle bellezze naturali di Como. Questo si deduce dall’archiviazione definitiva delle accuse nei confronti del direttore dei lavori per le paratie, Antonio Viola, del responsabile del procedimento, Antonio Ferro, e dell’allora (2009) dirigente del settore Urbanistico della Provincia, Giuseppe Cosenza.

Con questa decisione del giudice per le indagini preliminari, si chiude definitivamente l’indagine sulla vicenda del muro, che già aveva visto “decadere” buona parte della sua consistenza a fine 2011. 

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