«Il portale sul lungolago è un obbrobrio». Gli albergatori lariani contro il comune

 altL’ultimo sfregio della città
Il vicepresidente: «Sembra di entrare nel parcheggio di un centro commerciale»

L’ultimo sfregio alla città non passa inosservato. Anzi è ben visibile all’imbocco del lungolago, tra piazza Matteotti e piazza Cavour. Si tratta del portale segnaletico installato per impedire ai camion e ai pullman di transitare in Lungo Lario Trieste.
L’opera, necessaria per evitare cedimenti del manto stradale al passaggio di mezzi troppo pesanti, è subito finita al centro di pesanti critiche per la bruttezza della struttura ideata e collocata proprio a due passi dal lago. E sono in
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tanti a non darsi pace.
In prima linea gli albergatori, rimasti ormai senza parole. Tra cantieri infiniti e palizzate paragonabili in altezza al vecchio Muro di Berlino, pensavano di averle viste tutte. Avevano tirato un piccolo sospiro di sollievo dopo la riapertura provvisoria, il 5 luglio scorso, del lungolago ma ecco la nuova doccia fredda per l’immagine di una città che si dichiara a vocazione turistica. E così il coro di voci si ripete immutato: sarà pure stata una scelta necessaria ma è sicuramente di dubbio gusto. Ragionamenti e considerazioni che però non hanno impedito, ormai da 72 ore, di veder spuntare questo portale che ricorda l’ingresso del parcheggio di un centro commerciale piuttosto che l’imbocco di uno dei tratti più belli della città.
«In un territorio turistico tutto deve essere curato nei minimi dettagli. Fondamentale in tal senso l’arredo urbano – afferma Andrea Camesasca, vicepresidente degli albergatori lariani – Davanti a un simile obbrobrio ci si chiede a che cosa stessero pensando le persone che hanno deciso di installarlo».
E i paragoni sorgono spontanei. «È proprio il classico arco che si può vedere nei parcheggi dei centri della grande distribuzione, tenuti così bassi per impedire ai furgoni, ai camion o alle carovane dei nomadi di entrare e sostare», aggiunge Camesasca.
La struttura riporta l’indicazione del divieto di transito sul lungolago per i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Con il posizionamento del portale è entrato in vigore anche il divieto di passaggio per i veicoli di altezza superiore a 2 metri e 40 centimetri.
«Certo è che se i soldi spesi per questa mostruosità rappresentano anche solo un ipotetico utilizzo delle somme che verranno raccolte con la tassa di soggiorno (introdotta dallo scorso maggio dall’amministrazione comunale, ndr) siamo messi proprio male – sottolinea Camesasca – Una città turistica deve curare ogni dettaglio. E anche se il portale è temporaneo, si doveva ipotizzare qualcosa di più “urbano” . Sembra proprio di entrare in un’area di sosta o in un supermercato e non di certo sul lungolago». Quindi alla fine sorge spontanea «sempre la stessa domanda». E cioé: «Como vuole essere un centro in grado di attirare visitatori e farsi conoscere nel mondo per la sua bellezza? Se la risposta è affermativa allora la strada da percorrere è ancora decisamente lunga», conclude il vicepresidente degli albergatori lariani.
Anche in consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione c’è chi, con un passato da assessore al Turismo, è palesemente sbalordito. «È inguardabile. Si trasmette proprio un’immagine di pochezza, di scarsa cura verso quella parte di città che rappresenta il bene più prezioso – dice il consigliere del Pdl, Francesco Scopelliti – È stato uno sbaglio. Solo pochi metri dopo è stato riaperto il lungolago e lì si erge invece questo mostro». Parole dure che sottintendono una critica più ampia. «È l’ennesima conferma del pessimo lavoro svolto, in campo turistico, dall’assessorato competente», conclude Scopelliti.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il portale segnaletico installato martedì mattina per impedire ai camion e ai pullman di transitare sul lungolago al fine di evitare cedimenti della sede stradale. All’amministrazione comunale è costato 14mila euro (Mv)

FOTO MATTIA VACCA ©
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