«Il progetto-Como darà i suoi frutti. Servono pazienza e fiducia nel lavoro»

comologoCalcio – Parla un grande ex
Mino Favini, il più grande talent-scout italiano, incoraggia gli azzurri

«Con i giovani servono pazienza e fiducia nel lavoro. Ma sono sicuro che, per le basi che sono state messe, il progetto-Como darà i suoi frutti». È un grande ex della squadra azzurra a dare la carica, Mino Favini, attuale responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, l’uomo che fino all’inizio degli anni ’90 aveva lo stesso ruolo sul Lario. A lui si deve il lancio di tanti calciatori che hanno poi scritto pagine importanti non solo sul Lario, ma anche nel calcio nazionale e internazionale.
Anche se è in nerazzurro, Favini continua a seguire
 le vicende del Como, considerato anche il suo buon rapporto con gli attuali dirigenti, e crede nell’impostazione che è stata data alla nuova società da ogni punto di vista.
«Ovviamente la speranza – afferma – è che il Como torni ai fasti di una volta e che cresca di categoria. Le basi che sono state messe sono solide, a partire dal rilancio del vivaio e dalla rosa della prima squadra imperniata sui giovani».
«Ho visto che domenica scorsa è arrivata la prima sconfitta stagionale con il Pavia – aggiunge – ma non è un problema. Perché, ripeto, si deve guardare al progetto più a lungo raggio e a quello che finora hanno fatto i dirigenti».
Proprio l’attuale proprietà ha parlato di vivaio impostato come nel passato e spesso è stata usata l’espressione «come ai tempi di Mino Favini». «La cosa mi fa piacere – afferma il diretto interessato – anche perché a Como ho ricordo bellissimi. E poi la scorsa estate ho incontrato l’attuale vicepresidente Pietro Porro, e alcuni suoi collaboratori, proprio per instaurare un dialogo positivo con l’Atalanta. All’epoca mi avevano spiegato il lavoro che intendevano impostare». Proprio per quanto riguarda il vivaio, il club lariano lo ha affidato a due personaggi che proprio Favini ha lanciato, Silvano Fontolan e Roberto Galia: «Sicuramente loro sono una garanzia, perché sono persone affidabili. E anche in questo caso serve pazienza, perché si deve ripartire dalla base, e non è comunque facile, quando il compito prioritario è quello di ricostruire. Ma non posso non essere fiducioso».
Lo stesso Favini, peraltro, a Bergamo ha con sé alcuni nomi noti per i tifosi del Como, personaggi che ora lavorano nel vivaio atalantino: «Sono con me Giancarlo Centi, Giuseppe Maria Butti e Massimo Cicconi. D’altronde io sono abituato a chiamare al mio fianco ex giocatori, gente che conosco bene e di cui mi posso fidare».
Non solo talent-scout di calciatori, ma anche di allenatori visto che, con questo ruolo, Mino Favini ha lanciato Cesare Prandelli, attuale commissario tecnico della Nazionale: «Una persona speciale – afferma – ben vista da tutti, che è unanimemente stimata».
Infine, tornando al Como, Mino Favini si concede una riflessione sulla rosa a disposizione di mister Silvio Paolucci: «Non sono abituato a parlare dei singoli – conclude – ma posso dire che complessivamente ci sono tanti ragazzi interessanti che seguiamo con attenzione e che daranno soddisfazioni a tutti gli appassionati comaschi».

Massimo Moscardi

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