«Il sagrestano non ha titolo per decidere chi allontanare»

Il direttore del “Settimanale della Diocesi di Como”
La chiesa «non è solo la dimora di Dio ma anche il luogo di incontro e raccoglimento dei fedeli. E dovrebbe venire naturale, ad esempio come quando si va a teatro o a una serata di gala, vestirsi in un certo modo. Appropriato alla circostanza». È questa l’opinione di don Agostino Clerici, direttore del “Settimanale della Diocesi di Como”, che interviene per commentare il caso avvenuto nella parrocchia di San Vito e Modesto di Lomazzo.
«Sinceramente penso che il sagrestano non avesse

titolo per allontanare quella donna nè per giudicare, autonomamente, il suo abbigliamento e decidere di intervenire. A prescindere dal fatto che il vestito fosse più o meno decoroso – aggiunge sempre don Agostino Clerici – spettava magari al parroco intervenire. E non con le modalità che sono state descritte. Ferma restando, però, la premessa che per esprimere un’opinione più approfondita dovrei conoscere tutti i dettagli che riguardano questo insolito episodio».
Davanti a una persona vestita in maniera “sconveniente”, secondo il direttore del “Settimanale della Diocesi” «si poteva pensare di avvicinarla e, una volta presa in disparte, chiederle cortesemente di evitare, per il futuro, di indossare un simile abbigliamento. Ma non mi sembra certo opportuno farla uscire dalla chiesa, soprattutto se ciò avviene alla presenza di altre persone».
In ogni caso, sono numerose e differenti le valutazioni da compiere. «Certo è che se durante i mesi estivi si organizza la celebrazione della funzione liturgica in un luogo diverso dalla chiesa, magari in una pineta, per facilitare chi è al mare e consentire così di assolvere il precetto festivo, ci può anche stare che i fedeli si presentino in abbigliamento non proprio “normale”. Ma se un persona decide di andare in chiesa, allora deve sapere che è necessario rispettare la sacralità e la funzione del luogo», precisa don Agostino Clerici.
Bisogna dunque valutare sempre la situazione.
«Ovviamente – aggiunge il sacerdote – se d’estate i parroci dovessero far uscire tutti quelli che si presentano indossando calzoncini corti o gonne, ogni domenica l’80% dei fedeli non potrebbe seguire la messa». O dovrebbero quantomeno andare a casa a cambiarsi d’abito.
I principi rimangono però sempre gli stessi, validi in ogni situazione. E non solo all’interno delle chiese. «Decoro, decenza e senso del pudore – li riassume lo stesso don Agostino – Si tratta di principi validi sempre».

Fabrizio Barabesi

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