«Il tarocco non si compra al mercato»

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La lotta alla contraffazione
I controlli costanti di vigili e finanzieri hanno scacciato gli abusivi che vendono merce contraffatta

Nulla può essere escluso. Neanche che qualcuno, nel mercato sotto le mura, oltre alla merce esposta venda sottobanco dei “tarocchi”.
Dalle borse ai capi d’abbigliamento falsamente griffati. In passato «capitava più di frequente. Oggi non mi sembra sia così diffusa tale pratica. Il problema è invece un altro. Spesso i venditori abusivi che si concentrano lungo le vie del centro fanno capolino, nei giorni di mercato, anche qui. Stanno solitamente ai due lati del mercato

ma si fanno vedere. Fortunatamente i controlli sono costanti».
L’intervento è di Roberto Benelli, presidente degli ambulanti di Confcommercio. Le sue parole seguono di poche ore i risultati di un’indagine compiuta dalle associazioni dei consumatori Codici, Codacons e Adoc sulla diffusione dei prodotti taroccati. Studio che mostra come un giovane su due, a Como, acquisti prodotti contraffatti. Soprattutto per essere “alla moda”. E ieri mattina, in effetti, passeggiando tra le bancarelle si potevano notare i vigili all’opera.
La stretta dei controlli si è fatta dunque più pressante. Il fenomeno della contraffazione e la verifica della regolarità delle licenze sono diventate una priorità. Una lacuna «che forse andrebbe colmata. Pur lodando la presenza costante sia della polizia annonaria che della guardia di finanza, in tanti anni non ho però visto interventi su certe bancarelle che vendono, ad esempio, i giocattoli per verificare la loro conformità alle norme Ce. E quindi la non pericolosità. Mentre controlli di altro tipo vengono eseguiti», specifica Benelli. Il tema è dunque di stretta attualità e l’associazione di via Ballarini si sta muovendo.
«Confcommercio ha organizzato per l’11 novembre – dice Rosario Presti di Confcommercio Como – una giornata di mobilitazione contro l’abusivismo e la contraffazione». E lo stesso Presti porta una testimonianza.
«Prima di entrare in associazione ho fatto l’ambulante per 16 anni. Il mercato è cambiato. Oggi il tarocco viaggia ai bordi delle attività regolari. Ciò che preoccupa è quanto accade, in certi periodi, nel resto della città – dice Presti – Per le strade del centro si vedono spesso venditori che si spostano con una decina di borse o altri oggetti non originali. Li appoggiano in terra sopra un lenzuolo e sono pronti a dileguarsi all’arrivo dei vigili. Sicuramente è lì che i giovani, complici la crisi e le tasche vuote, cercano di accaparrarsi il prodotto “fintamente” alla moda».
La conferma di quanto spiegato arriva anche da un altro ambulante. «Sono qui dall’82 – racconta Maurizio Marelli – e i venditori diciamo non in regola ci sono sempre stati. Oggi capita spesso di vedere simili merci contraffatte sempre a margine degli spazi occupati regolarmente. Spesso sfruttano le giornate di maltempo, quando magari i controlli non sono molto serrati». Un universo complesso quello degli ambulanti che ovviamente risente della crisi e di una serie di problemi ormai incancreniti nel corso degli anni. «La verità è che ormai non c’è più convenienza nell’avviare una simile attività. Troppe spese e troppa burocrazia. E su tutto l’incertezza di far quadrare i conti a fine mese. Oggi circa il 40% dei venditori presenti è composto da italiani. Il resto del mercato è occupato da stranieri. I guadagni si assottigliano sempre di più. Fino a 15 anni fa un banco veniva gestito da una famiglia intera che ne traeva da vivere. Oggi la clientela è diminuita e la crisi ci ha colpito duramente».
Come se non bastasse la concorrenza è spietata.
«C’è un riciclo continuo in certe bancarelle del mercato. Ho visto titolari di licenza vendere – in 5 anni – intimo, borse, detersivi e oggetti a un euro – conclude Roberto Benelli – Sopravvivere diventa sempre più arduo».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sopra e a sinistra, clienti tra le bancarelle del mercato di merceria sotto le mura medievali di Como (Mv)

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