«Il vigile elettronico in via Milano serve a fare cassa e uccide la zona»

altLa polemica. Il portavoce dei commercianti dell’area attacca l’amministrazione
Stefano Vicari: «Palazzo Cernezzi non ci ascolta e punta agli incassi»
(f.bar.) Lo spauracchio del vigile elettronico acceso in via Milano Alta «sta facendo scappare la gente». A lanciare ancora una volta il grido d’allarme è Stefano Vicari, portavoce dei commercianti di questa zona di città. Si tratta di un argomento da sempre foriero di polemiche, tornato prepotentemente alla ribalta. Giovedì scorso infatti si è appreso che l’impianto – attivo da maggio 2013 – ha registrato più di 14mila multe portando a un incasso di quasi 600mila euro in 13 mesi di “servizio”

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«Numeri che, a mio avviso, confermano alcuni concetti chiave. Innanzitutto si tratta di un’operazione voluta solo per fare cassa giocando fondamentalmente sull’incertezza e l’ignoranza del divieto da parte degli automobilisti», spiega Vicari. Il quale contesta il provvedimento e chiede a gran voce di conoscere anche quali siano effettivamente i vantaggi per il trasporto pubblico nell’avere la via sgombera dalle 7 alle 9 del mattino.
«Hanno spiegato che così facendo i bus possono arrivare a guadagnare circa due minuti. È sicuramente un dato importante, nessuno lo nega – dice Stefano Vicari – Anche se dubito servano a recuperare tutti i ritardi accumulati in altri punti della città. Ma a prescindere da questa constatazione vorrei avere un altra informazione precisa». Ovvero, una tabella comparativa degli ultimi due anni che illustri come effettivamente i bus arrivino a destinazione puntuali grazie a questa limitazione. «Perché – afferma Vicari – se così non fosse, allora non capisco perché accanirsi nel voler “uccidere” una quartiere già agonizzante. Solo per far guadagnare una manciata di secondi ai mezzi pubblici? Così si fanno chiudere attività commerciali e si desertifica una parte di Como. Ho chiesto questa analisi più volte al dirigente del settore Mobilità e trasporti del Comune di Como e all’assessore Gerosa, senza avere risposte». Il vigile elettronico posizionato all’imbocco di via Milano Alta si sta dunque rivelando una vera miniera d’oro per le casse di Palazzo Cernezzi ma «fa leva sull’incertezza dell’automobilista».
«Ormai chi lo sa evita accuratamente la nostra strada. E certamente non ritorna. Questo per noi equivale a perdere per sempre il cliente. Chi invece non sa nulla, molto spesso casca nella rete, si prende la multa, la paga e poi non torna più – aggiunge Vicari – È un concetto apparentemente molto semplice che però in Comune non capiscono. Tanto che ora i pochi parcheggi esistenti sono sempre più vuoti». E sembrano anche non voler ascoltare alcun suggerimento.
«In passato, diversi cittadini chiesero direttamente al sindaco Lucini di cancellare la fascia oraria di domenica, ad esempio. Ma l’idea non è mai stata presa in considerazione. Da tempo, inoltre, chiediamo che sia installato un pannello a messaggio variabile per fare chiarezza. Invece il Comune continua a fare cassa con le multe perché i cartelli già installati non sono affatto chiari», spiega Stefano Vicari.
«Ultimo esempio di immobilismo è ben rappresentato dall’incidente di questa mattina (ieri, ndr) in Napoleona anche se è accaduto poco dopo le 9 – aggiunge l’esercente – Si sono inevitabilmente formate code molto lunghe. Perché in simili casi, laddove accadessero in orario di divieto, non spegnere il vigile elettronico per far defluire il traffico?».

Nella foto:
Nell’arco di 13 mesi, il vigile elettronico ha prodotto 14mila multe e il Comune ha incassato circa 600mila euro

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