L’importanza del casco integrale: 300 studenti al Sant’Anna per #salviamocilafaccia
Cronaca, Sanità

L’importanza del casco integrale: 300 studenti al Sant’Anna per #salviamocilafaccia

Trecento studenti al Sant’Anna per imparare l’importanza dell’utilizzo del casco integrale in moto o scooter. Stamattina all’ospedale di San Fermo della Battaglia si è svolto l’evento di sensibilizzazione “#salviamocilafaccia” che mirava a far conoscere i rischi dei traumatismi al volto e rivolto agli alunni delle scuole comasche”P. Giovio”, “Magistri Cumacini” e Gallio.

L’evento #salviamocilafaccia all’ospedale Sant’Anna

Medici specialisti in chirurgia maxillo-facciale, in pediatria, in odontoiatria insieme a psicopedagogisti, tecnici e motociclisti professionisti hanno spiegato ai ragazzi come proteggere volto, cervello e sorriso con una protezione che, in caso di incidente, può evitare gravi traumi e lesioni permanenti al viso e alla bocca e conseguenti problemi funzionali, psicologici e di relazione.

L’iniziativa è stata aperta da Andrea Di Francesco, ideatore della manifestazione e responsabile della Chirurgia Maxillo-Facciale pediatrica dell’ospedale Sant’Anna, che, insieme a colleghi chirurghi maxillo-facciali, odontoiatri e pediatri, ha messo in evidenza i rischi in cui si incorre se non si utilizza il casco integrale.
Molto apprezzate anche le testimonianze dei campioni delle due ruote.

A partire da Angelo Tenconi, decano del motociclismo comasco. Sono poi intervenuti anche i centauri Jacopo Cerutti, pluricampione italiano, campione europeo e dakariano di moto fuoristrada, e Claudio Corti, campione europeo superstock 600. Ha chiuso l’incontro l’intervento di Ian Sagar, campione paraolimpico di basket e capitano nella Briantea 84.

I dati
Solo il 40% dei giovani che viaggiano in moto o in scooter indossa il casco integrale.

“L’introduzione del casco – spiega lo specialista – ha ridotto in modo sensibile la mortalità di chi usa la moto, ma pochi conoscono i danni che possono subire motociclista, scooterista e passeggeri utilizzando caschi che non proteggono il viso e la bocca. I traumatismi facciali, in seguito a incidente motociclistico, spesso sono irreversibili, comportano cure prolungate, a volte non risolutive, e sono spesso caratterizzati da difetti funzionali ed estetici permanenti”.
L’utilizzo consapevole di un casco integrale ben allacciato, efficace nella protezione dai traumi cranici e facciali consente, in caso di incidente, di ridurre le conseguenze del trauma e sicuramente migliora la qualità di vita delle persone che subiscono traumi multipli motociclistici.

“Indossare il casco integrale – prosegue Di Francesco – consente di ridurre del 50% il rischio di lesioni cerebrali e del 25% il rischio di fratture facciali. Il 70% dei ragazzi coinvolti in incidenti con casco non integrale riporta lesioni permanenti, contro il 5% di quelli che indossano il casco integrale. Inoltre, il 5-10% dei traumi con casco jet, cioè aperto, anche in caso di dinamiche a moderata energia, comporta lesioni irreversibili che anche la chirurgia non può risolvere con tutte le conseguenze funzionali, estetiche e psicologiche che questa condizione può causare”.

10 maggio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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