Cronaca

L’imputato in aula: «Non sono stato io»

altDrammatico scontro con il pm
«Non sono stato io. Ho saputo della morte del “Bilancia” (il soprannome di Sandrini, ndr) solo il giorno dopo dai carabinieri». Franco Cerfoglio, pescatore 39enne, ieri si è seduto sul banco degli imputati. E il suo confronto con il pm Mariano Fadda è stato tanto acceso quanto drammatico. «Il debito? Era di 100 euro, non di 800 o mille – ha detto il pescatore – Avevo un appuntamento con Sandrini all’ostello per pagare, ma non è mai arrivato. Poi ho visto due uomini a piedi con una torcia, ho pensato fossero carabinieri e mi sono allontanato. Sono salito in barca e ho preso il largo. Ma dal lago non l’ho visto». Il pm incalza: «Ma senta, vi siete sentiti 25 volte via telefono per fissare quell’appuntamento. Nemmeno tra fidanzati ci si chiama tante volte. Come è stato possibile che non vi siate trovati a Domaso? Oppure era lei che non si voleva far trovare?».

La replica: «Sandrini faceva spesso così, magari aveva altre cose da fare e non è venuto all’appuntamento». «Ma non l’aveva picchiata pochi giorni prima per riavere quei soldi?». «Erano solo due sberle, io ero anche caduto e mi aveva messo un piede in faccia. Ma eravamo ubriachi». Rimangono però due stranezze da spiegare: la prima, perché dalla barca il pescatore non vide arrivare Sandrini che era in bici e con la luce accesa? La seconda, perché le telefonate tra i due si interruppero dopo l’omicidio? «Avevo da buttare le reti di frodo, sono uscito in barca a luci spente per non farmi vedere». Basterà per convincere la Corte?

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il punto da cui sarebbero stati esplosi i colpi
14 ottobre 2014

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