L'Imu sarà al minimo, parola di candidato sindaco

Corsa al ribasso da destra a sinistra. Ma c’è pure chi invita a non pagare
Il Governo l’ha introdotta, ma spetterà ai Comuni decidere a quanto ammonterà. Si parla di Imu, l’odiatissima imposta sugli immobili che preoccupa contribuenti e imprenditori. Pare scontato, ormai, che le aliquote per Como verranno decise dal nuovo consiglio comunale, che si formerà dopo le elezioni del 6-7 maggio prossimo. Come si comporterebbero al riguardo i sedici candidati sindaco di Como?
«Faremo di tutto per eliminare le sacche di inefficienza dell’amministrazione – dice Laura Bordoli (Pdl) – Per garantire gli stessi servizi, i Comuni dovrebbero ricevere quanto prendevano fino all’anno scorso per il mancato introito dell’Ici sulla prima casa».
Sergio Gaddi (lista Forza Cambia Como) ritiene che l’Imu sia depressiva per l’economia. «Sono d’accordo – dice – con chi chiede l’aliquota
minima sugli immobili delle attività produttive e commerciali». Sulla stessa linea è Emanuele Lionetti (Impegno per Como), che aggiunge: «Per poter applicare l’aliquota minima, bisogna tagliare sprechi e spese inutili».
Anche Mario Lucini (centrosinistra con Pd, Sel, Paco, Idv, Amo la mia città, Como civica) promette aliquota minima «per la prima casa e per gli immobili destinati alle attività produttive e commerciali».
«Io – commenta Elisabetta Patelli (Ecologisti e Reti civiche) – farei una simulazione di gettito per vedere come concretizzare il nostro progetto: diminuire l’aliquota per le prime case, e aumentare quella per le seconde residenze affittate o sfitte. Potendo, abbasserei l’aliquota sugli immobili destinati alle attività produttive». «L’Imu – commenta invece Francesco Peronese (Patto per Como) – è un’imposta inopportuna. Va a gravare sulla prima casa, già appesantita dal mutuo. E se i proprietari di seconde case subiranno un aumento dell’imposta, lo scaricheranno sul canone di locazione, penalizzando gli inquilini. Io lascerei tutte le aliquote al minimo».
«Fosse per me – aggiunge Alessandro Rapinese (Adesso Como) – terrei le aliquote base, quelle indicate dal governo. Chi promette abbassamenti drastici mente». «Non si possono fare promesse – concorda Mario Molteni (Per Como) – l’impatto sociale dell’Imu è considerevole. Ma bisogna anche fare i conti col bilancio del Comune».
 «Per la prima casa – dice Luca Ceruti (Movimento 5 Stelle) – vorremmo l’aliquota più bassa possibile. Penalizzeremmo invece gli appartamenti sfitti». «L’errore – aggiunge Donato Supino (Rifondazione Comunista) – è stato togliere l’Ici. Perciò, noi siamo per l’applicazione dell’aliquota minima ». Pietro Vierchowod (Il Faro per Como) lascerebbe «aliquota minima sulla prima casa e sugli immobili produttivi». Tentato dalla disobbedienza è Salvatore Ferrara (Forza Nuova): «È l’ennesima tassa, ci verrebbe da dire ai cittadini di non pagarla». L’impegno di Alberto Mascetti (Lega Nord) è «fare il possibile per mantenere le aliquote al minimo», tutelando anche «i piccoli imprenditori». «Le imprese vanno aiutate in tutti i modi, partendo dall’Imu che dev’essere più bassa possibile», dice David D’Ambrosio (Udc). «Questa imposta, sugli immobili produttivi o commerciali – aggiunge Roberto Colussi (La Destra) – non deve superare l’aliquota minima». «Prima di pensare di alzare le aliquote – conclude Mario Pastore (Fli) – bisogna tagliare i costi e ridurre la spesa pubblica».

Andrea Bambace

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