«In arrivo una seconda ondata di multe»

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Il caso – Ieri vertice in Comune tra privati, amministratori ed esercenti. La società si è detta disponibile ad annullare eventuali atti infondati
La Ica Srl starebbe per inviare le sanzioni per l’evasione dell’imposta sull’occupazione del suolo pubblico

Dopo la pioggia di sanzioni per presunte infrazioni sull’imposta comunale della pubblicità, sui commercianti comaschi potrebbe arrivare una seconda raffica di multe, questa volta in materia di occupazione del suolo pubblico. La novità – che rischia di rendere ancora più incandescente il clima tra i già esasperati esercenti di Como – è emersa a margine dell’incontro andato in scena ieri tra amministratori, associazioni di categoria e vertici della Ica Srl, la società privata che dal primo

gennaio scorso ha in appalto la riscossione e il potere sanzionatorio in tema di imposte comunali sulla pubblicità e, appunto, sull’occupazione del suolo.
L’assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi, Gisella Introzzi, assicura che la nuova ondata di accertamenti dovrebbe essere un «fenomeno più contenuto» rispetto alle multe degli ultimi giorni, ma questa – per ora – è poco più che una speranza. La controprova, comunque, si avrà a breve: gli accertamenti dovrebbero arrivare entro un mese.
Al termine dell’incontro di ieri con il direttore della sede comasca di Ica, Roberto Persenico, la Introzzi ha aggiunto che «chi ha violato le norme deve mettersi in regola, ma Ica Srl ha escluso qualsiasi forma di accanimento e si è detta disponibile a ogni forma di chiarimento. Eventuali errori verranno corretti».
Per le violazioni palesi, ovviamente, non si potrà fare nulla. Ma ci sono molti casi “borderline” al centro delle contestazioni degli esercenti sanzionati. «Potrebbe esserci un’area grigia – spiega l’assessore Introzzi – legata a un’interpretazione delle norme molto restrittiva. Per questi casi abbiamo chiesto a Ica di verificare la linea adottata dal Comune in passato». Chi ritenesse di aver ricevuto una multa ingiusta, può inviare un’istanza di autotutela a Ica: la società deve rispondere, annullando o confermando la sanzione. Nel secondo caso, il commerciante potrebbe comunque ricorrere in Commissione tributaria, ma solo entro 60 giorni dall’accertamento. «Perciò – conclude Gisella Introzzi – abbiamo sollecitato Ica Srl a velocizzare le risposte ai commercianti».
Sul tema caldissimo è intervenuto anche il sindaco Mario Lucini.
«Gli accertamenti per l’imposta sulla pubblicità nascono da irregolarità riscontrate da Ica. Parliamo di infrazioni e quindi di evasione. Detto questo, c’è la massima attenzione e disponibilità da parte di tutti, Comune ed Ica, a valutare quei casi che secondo gli utenti fossero infondati. E proprio per questo, invito chiunque avesse dubbi a contattare gli uffici di Ica che si confronteranno poi con gli uffici comunali per valutare ed esaminare le contestazioni. Il ricorso alla Commissione tributaria sarà eventualmente l’ultima strada che l’utente potrà percorrere se continuasse a ritenere di aver subito un torto». «Lo scopo dell’attività promossa da Ica – prosegue il primo cittadino – non è spremere i commercianti e gli artigiani. Come stabilito con Confcommercio, siamo pronti ad aprire un confronto su quei temi che a detta dell’associazione non sono univoci e ad approfondire insieme la normativa».
LA REPLICA
Chi è uscito dall’incontro poco convinto del tentativo di mediazione è il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi. «La verità – afferma – è che Ica ha capovolto a nostro sfavore l’onere della prova. In sostanza, la società prima ha multato tutti a raffica e ora “concede”, per modo di dire, di poter valutare i reclami dei commercianti che si sentono puniti in maniera del tutto ingiusto. È un bene che si sia aperto un minimo spiraglio, ma per quanto riguarda il metodo siamo ancora su due pianeti opposti».
Tra l’altro, almeno a detta del presidente di Confcommercio, in queste ore starebbe emergendo che molte sanzioni sarebbero infondate o viziate da problemi di legittimità degli atti.
«Su questo non c’è alcun dubbio – afferma Primavesi – Abbiamo già verificato che molte multe sono state date senza alcun fondamento. Comunque ora Ica si è detta disponibile a valutare questi casi e, nel caso, ad annullare i provvedimenti. È un primo passo, ma posso già assicurare che non finirà qui».

E.C.

Nella foto:
La grande vetrata della sede di Ica a Como. La società privata si trova in via Dottesio 8 e in questi giorni è presa d’assalto dai commercianti comaschi infuriati per la raffica di multe

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