«In Svizzera prendo 3.400 franchi. A Cantù guadagnerei 1.200 euro»

Laura, 33 anni, impiegata nel terziario
Qualche mese fa, quando da Villa Guardia si è trasferita a Cantù, ha provato a cercare lavoro più vicino a casa. Lo aveva anche trovato. Fatti due conti però, ha deciso di non lasciare il posto in Svizzera. Naturalmente, a pesare è stata la disparità di trattamento economico.
«Sono un’impiegata nel settore terziario – dice Luisa, 33 anni – Sono stata assunta in Svizzera sette anni fa. La retribuzione mensile media attualmente è di 3mila franchi, circa 2.500 euro al tasso di
cambio di oggi. A seconda delle necessità, facendo qualche ora di straordinario posso arrivare a 3.400 franchi, sempre parlando di stipendio netto, già depurato dalle detrazioni». In Italia guadagnerebbe circa la metà. «Ho cercato lavoro nel Canturino – dice la giovane – Come impiegata, a parità di livello, mi avevano offerto circa 1.200 euro. Avrei fatto meno chilometri e avrei ridotto i tempi di viaggio, ma ci ho messo poco a decidere di tenermi il mio impiego in Svizzera».
«Ho le ferie e la malattia pagate, come in Italia – dice ancora Luisa – Sono obbligata ad avere un conto in Svizzera. Abitualmente prelevo i contanti e li cambio in un ufficio apposito per poi depositarli sul conto in Italia. Con le nuove limitazioni e regole sui contanti c’è qualche formalità in più, ma per chi ha un salario da dipendente non è un grosso problema. L’unico cambiamento è che ora mi viene chiesta la provenienza esatta del denaro e compare la dicitura “stipendio frontaliere”».
Cambiare la busta paga con quella di una collega che lavora in Italia? «Al momento l’idea non sarebbe allettante – conclude Luisa – Con uno stipendio da frontaliere oggi in Italia è possibile vivere bene. Gli eventuali, minimi disagi legati agli spostamenti sono decisamente compensati dalle maggiori entrate. Non c’è paragone».

Anna Campaniello

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