Cronaca

«In un Paese così con la cultura si mangia»

alt L’associazione culturale
L’appello del Fai: i comaschi non siano gelosi dei loro tesori
«Con la cultura si mangia, in un Paese come il nostro con la cultura si deve mangiare». Se a dirlo è Anna Gastel, vice presidente nazionale del Fai, che si occupa di arte e bellezza da una vita, qualche nuova considerazione in merito è ora di farla anche a Como. «Investire in arte paga, e Fai con la sua opera di volontariato e la sua trasparenza ne è la prova più evidente», ha affermato la nipote di Luchino Visconti, intervenuta mercoledì scorso al conviviale Soroptimist nella Sala Bianca del Teatro Sociale. 
«A Como dobbiamo imparare a non essere castellani chiusi nei nostri gioielli. Dobbiamo aprirci – ha aggiunto Gastel – per fare in modo che il nostro patrimonio diventi un megafono per il turismo,

una risorsa enorme che non possiamo continuare a ignorare. Abbiamo molti beni e vorrei che fossero i comaschi per primi a segnalare a Fai i loro “luoghi del cuore”. Mettere sotto la nostra tutela un edificio può non essere in assoluto un problema, ma prima di farlo bisogna trovargli un futuro e capire dove trovare le risorse per la sua sostenibilità e la sua manutenzione».

 

Prima battitrice d’asta donna da Christie’s, quando aveva solo 25 anni, Anna Gastel, laurea alla Cattolica di Milano in Storia dello spettacolo, è una voce autorevole quando si parla di cultura: «Lavorare da Christie’s è stata una bella esperienza, un gioco che mi ha divertito molto. Le case d’asta vanno bene, il mercato del lusso non ha avuto flessioni, la qualità paga ancora bene. A Como dobbiamo tenerci stretto quanto abbiamo di bello imparando ad avere un respiro europeo senza cadere sempre nel nostro piccolo provincialismo».
Forse è ora di puntare sui giovani? «Fai lo sta facendo da tempo, abbiamo ben 55 gruppi di lavoro costruiti da giovani che si stanno impegnando moltissimo. E poi c’è Expo alle porte, evento che rappresenta per il territorio lariano un’occasione imperdibile per le migliaia di persone che arriveranno in visita anche da noi. Non possiamo farci trovare impreparati, occorre unirsi e lavorare con grandi energie tutti insieme. Ce lo chiede la società civile che in questi anni sta dimostrando grande attenzione intorno ai temi della cultura».
Intanto, sul fronte del Fai comasco, la presidente ha fatto il punto sul restauro della Velarca, la casa-barca progettata tra il 1959 e il 1961 con l’obiettivo di diventare luogo d’incontro per gli intellettuali: «È in cantiere a Maslianico – ha affermato Silvia Caprile – e a breve inizierà la raccolta fondi per accelerare i tempi del suo recupero. È un bene insolito per il Fai e vedremo come procedere. Nel frattempo si pensa alla torre di Ossuccio, bene che ci piacerebbe destinare ai più giovani, il luogo lo richiede, magari trasformandola in un campus».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
La “Velarca”, storica imbarcazione recentemente donata al Fai di Como
24 maggio 2014

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