L’inchiesta shock a Como. Il bando sul ristorante di Villa Olmo: ecco il metodo per aggiudicarsi la gara

Tribunale di Como, palazzo di giustizia

«Sei diventato un mago? Un mago che inizia con H?». Al telefono il commercialista Bruno De Benedetto, comasco di 52 anni con studio in centro, dietro al Tribunale, scherza con il suo interlocutore. Ha appena saputo dell’aggiudicazione della gara per la gestione del ristorante “Spiaggia” di Villa Olmo alla società Houdini, priva di mezzi e di personale e rappresentata da quelli che per la Procura di Como erano solo dei prestanome.
De Benedetto, infatti, non avrebbe potuto presentarsi in quanto socio nella società che aveva avuto la gestione del ristorante in passato senza però rinnovare la concessione e avendo una esposizione debitoria aperta con il Comune.
«Quando hanno aperto la busta… quarta società Houdini, gli è cambiata la pettinatura dei capelli». Parlano e ridono. «Capiranno che li ho presi in giro (l’espressione in realtà è un po’ più colorita, ndr)… vedono via Giulini e dicono, “ancora loro”». Insomma, per il commercialista comasco quella che la Procura oggi chiama «turbata libertà degli incanti», con tanto di misura di custodia cautelare in carcere eseguita all’alba di martedì (per questo, ma anche per altre contestazioni), era stata fonte di grande divertimento.
Un colpo ad effetto, una “magia”, degna della società chiamata appunto – e forse in modo non casuale – Houdini.
La domanda però è d’obbligo. Se tutti sapevano, come poteva De Benedetto uscire vincitore da quel bando di gara?
Lo stratagemma, spiegato nelle carte dell’inchiesta, era tanto banale quanto geniale. Per condizionare una gara – questa che riportiamo è almeno la tesi della Procura, pronta ad essere smentita dallo stesso professionista se deciderà di parlare al giudice prima e al pm poi – la prima cosa da fare era presentare più società a lui all’apparenza non riconducibili ma intestate a suoi uomini di fiducia.
Una di queste società avrebbe dovuto presentare l’offerta più alta di tutte, con il compito di aggiudicarsi la gara.
La Houdini, giusto per fare un esempio, vinse con un rialzo del 155%, offrendo 132.210 euro a fronte di una base d’asta da 51mila euro («Una offerta antieconomica, impossibile da pareggiare», commenta al riguardo un testimone).
Le altre società “gemelle”, avrebbero invece dovuto presentare offerte via via più basse, avvicinandosi sempre più alla base d’asta. Il gioco era già fatto.
All’apertura delle buste, e in base alla graduatoria poi formata, il commercialista rinunciava alle sue offerte più alte scendendo mano a mano fino a fermarsi al punto immediatamente superiore all’offerta formulata da una società non sua, «riuscendo in tal mondo a ottenere la certezza dell’aggiudicazione al prezzo più conveniente».
Per quanto riguarda il ristorante “Spiaggia” c’era poi un elemento in più: «De Benedetto – scrive il giudice – era già il titolare della società che di fatto gestiva l’attività, con la conseguenza che la mancata aggiudicazione a una delle società che concorrevano al bando o, addirittura, l’interruzione della gara per gravi irregolarità», producevano il risultato che lo stesso commercialista «potesse continuare a gestire l’attività relativa al ristorante di Villa Olmo» in attesa di nuove gare.
Le date, in questa vicenda per certi versi quasi grottesca ma al contrario terribilmente reale (come è stato spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare) giocano un ruolo oltremodo esplicativo. La concessione per la gestione del ristorante è del 1999, venti anni fa. La scadenza della stessa è del 31 dicembre 2011. Da allora le proroghe «di fatto illegittime» hanno mantenuto la gestione ai vecchi soci fino al 2016. Solo allora il Comune di Como si era deciso a mettere mano alla vicenda, mettendo in piedi il primo esperimento di gara poi naufragato.
Basti pensare che l’aggiudicataria di allora – ovviamente imparentata con il commercialista – lavorava nel campo nella sartoria e degli abiti su misura. Ben lontana dunque da risotti al pesce persico o missoltini. Ed è forse spiegabile così, con questa ennesima beffa, il nome scelto per l’ultima società, la Houdini, «un mago che inizia con la H», «priva di personale e mezzi» ma in grado tuttavia di aggiudicarsi la gara contro tutto e contro tutti. Almeno fino a quanto la guardia di finanza e la Procura di Como hanno deciso di approfondire la vicenda.

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