L’inchiesta sulla presunta cellula vicina all’Isis: quattro persone condannate

Il campione di pugilato Abderrahim Moutaharrik, 28enne m a ro c c h i n o con cittadinanza italiana, durante un incontro di boxe

Quattro condanne per le persone coinvolte nell’operazione antiterrorismo legata alla denuncia di una donna comasca che aveva segnalato la scomparsa della figlia, del genero e dei tre nipotini, fuggiti in Siria. Il giudice di Milano ha inflitto una pena di 6 anni al marocchino campione di kickboxing di Lecco, di 5 anni alla moglie e rispettivamente di 6 anni e 3 anni e 4 mesi ad altri due presunti fiancheggiatori dell’Isis.

La sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice per l’udienza preliminare di Milano. Inizialmente, il processo si sarebbe dovuto tenere in Corte d’Assise a Como, ma i quattro presunti combattenti dell’Isis hanno scelto il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, e questa decisione ha fatto spostare il procedimento a Milano. Ieri mattina dunque è arrivata la prima sentenza. Il gup di Milano Alessandra Simion ha condannato a sei anni di carcere Abderrahim Moutaharrik, il marocchino campione di kickboxing di Lecco che era stato arrestato nell’aprile dello scorso anno con l’accusa di terrorismo internazionale per presunti legami con l’Isis. Condannata a 5 anni invece sua moglie, Salma Bencharki.

Il giudice ha anche sospeso la potestà genitoriale ai due coniugi, che hanno due figli di pochi anni. Nell’ambito dello stesso procedimento il giudice ha condannato a 6 anni Abderrahmane Khachia, marocchino residente in provincia di Varese, arrestato insieme al pugile e alla moglie, fratello di Oussama, un giovane che sarebbe morto combattendo in Siria. Condanna a 3 anni e 4 mesi infine per Wafa Koraichi, sorella di Mohamed Koraichi, fuggito con la famiglia in Siria dal Lecchese e tuttora irreperibile. A Wafa, che prima dell’arresto che viveva a Baveno, in Piemonte, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Gli altri tre imputati restano invece in carcere. Le quattro persone condannate ieri erano state arrestate nell’aprile dello scorso anno dalla polizia. Secondo l’accusa, tutti erano pronti ad andare a combattere per l’Isis. Oltre ai quattro arrestati, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare comparivano la figlia della donna comasca che aveva fatto scattare l’indagine – Alice Brignoli, 39 anni, nata a Erba e residente a Bulciago (Lecco) – e il genero – Mohamed Koraichi, originario del Marocco – che sono ancora latitanti. I due sarebbero in Siria, dove hanno portato anche i tre figli piccoli, dei quali non si hanno notizie da tempo.

Anna Campaniello

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