L’incidente non fu simulato. Vigilesse assolte

Due agenti

(m.pv.) Primo elemento: l’urto ci fu, e fu esattamente dove era da sempre stato indicato dalle vigilesse, ovvero nella parte posteriore laterale dell’auto e non, come ispezionato dal consulente della Procura, nel centro del paraurti. Punto secondo: anche le lesioni riportate dalle due donne di pattuglia (47 giorni di prognosi la prima e 56 la seconda) sono compatibili con l’incidente raccontato dalle vigilesse e, appunto, con l’urto nella parte posteriore laterale. Con questi due elementi la

difesa dei due agenti di polizia locale del consorzio facente capo a Guanzate ha ottenuto l’assoluzione dal giudice monocratico con la formula piena (avvocati Elisabetta Di Matteo e Giuseppe Sassi). La Procura lariana le aveva invece portate in aula accusandole di falso per aver simulato – per scopi che sono sempre rimasti difficili da comprendere – un incidente stradale al termine di un rocambolesco inseguimento. Il fatto risale al 30 novembre 2009, quando le due vigilesse dissero di essere state speronate da una Y10 con tre ragazzi a bordo. Un inseguimento partito dal cimitero di Lurago Marinone. I primi dubbi sullo schianto arrivarono perché l’urto sembrava compatibile più con un palo che con un’altra auto. Ma il giudice l’ha pensata diversamente e le ha assolte.

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