Cronaca

L’incognita dei due milioni ancora da reperire. Maroni settimana prossima arriverà in città

altI conti
Lucini: «Sarebbe buona cosa se questi soldi si trovassero in Regione»

(m.d.) L’incognita più pesante è quella legata ai soldi. Per la ripresa e il completamento dei lavori, la Regione ha messo a disposizione 11,5 milioni di euro. Ma per ultimare le opere serviranno 1 milione e 800mila euro in più, tutti ancora da trovare.
«Rispetto a quanto era stato previsto dallo studio di fattibilità – ha spiegato ieri il sindaco – il computo complessivo porta a una differenza di un milione e 800mila euro. L’incremento è legato alle ulteriori indagini geologiche e geotecniche e ai sondaggi che sono stati effettuati e che hanno portato a dover incrementare le opere di fondazione speciali (pali e palancole) e quelle legate alle normative anti-sismiche».

Il progetto iniziale, appaltato dall’amministrazione guidata da Stefano Bruni e avviato nel gennaio del 2008, ammontava a 15 milioni e 763mila euro. «Oggi siamo arrivati a 32 milioni e 958mila euro – ha detto Lucini – ma non dimentichiamo che nel progetto originale non erano contemplati gli arredi della passeggiata, il telecontrollo del sistema idraulico che regola lo svuotamento delle vasche, le idrovore, la pavimentazione (dapprima prevista in calcestruzzo) e l’illuminazione. In quei 15 milioni di euro non ci sono neppure i 3 milioni di euro che abbiamo dovuto pagare per l’accordo bonario con la Sacaim (la società veneta che ha eseguito i lavori, ndr), i 500mila euro per il rifacimento del ponte sulla darsena e i 150mila euro per un’ulteriore bonifica bellica che si è dovuta effettuare».
Resta il fatto che bisogna ora trovare 1 milione e 800mila euro in più. Per settimana prossima è previsto l’arrivo in città del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, per discutere di questo problema. «Ho già parlato con l’assessore regionale Beccalossi e con il presidente Maroni – ha spiegato il sindaco – Lo stesso Maroni, che mi è sembrato soddisfatto e non preoccupato dei maggiori oneri, mi ha manifestato la volontà di venire a Como la prossima settimana. C’è la disponibilità a discutere e a ragionare di questa differenza. Se questi soldi si trovassero in Regione, sarebbe buona cosa, ma al momento non possiamo certo affermare che sarà così. Vedremo».
Una seconda questione ancora da dirimere fino in fondo è il contenzioso con Sacaim, un altro passo necessario per poter riprendere i lavori.
La perizia di variante consegnata in Regione è già stata, almeno in parte, condivisa con l’azienda veneta, che dovrà poi effettuare i lavori quando il cantiere ripartirà.
«Non abbiamo ancora ultimato la fase di verifica del progetto con Sacaim – ha spiegato ieri il primo cittadino – Più del 50% delle voci sono però già state condivise con i tecnici della società. Il confronto prosegue, ma c’è la manifesta volontà dell’azienda di trovare la quadra. E tra un paio di settimane potremmo aver concluso tutte le verifiche con Sacaim».

Nella foto:
Numerose le crepe che si sono aperte sul lungolago in concomitanza con il cantiere
2 ottobre 2014

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