L’incredibile missiva dell’assessore che continua a farsi male da sola

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Botta e risposta

Sul caso della polizia locale, riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’assessore al Personale, Gisella Introzzi.
Leggo sul “Corriere di Como” di oggi, mercoledì 19 febbraio, un articolo a firma di Emanuele Caso dal titolo “Gisella e quelle verità negate”, che mi attribuisce di aver fatto in consiglio comunale affermazioni non corrispondenti a verità. Avendo premesso nel mio intervento che avrei riassunto sinteticamente

procedure che – come sa chiunque operi nella pubblica amministrazione – prevedono iter assai complessi, mi sono limitata ad affermare che le dimissioni del comandante Vincenzo Graziani sono state formalmente presentate quando la predisposizione del documento di fabbisogno del personale era già avvenuta. Ciò corrisponde al vero.
Il documento è stato predisposto e completato dagli uffici nel mese di maggio.
È stato successivamente sottoposto, il 10 giugno, al parere dei revisori dei conti, che lo hanno approvato il 20 giugno, ed è approdato in giunta per il varo definitivo il 24 giugno. Le dimissioni del comandante Graziani, presentate inizialmente il 29 maggio e rettificate il 5 giugno, con decorrenza dal 10 febbraio 2014, sono pertanto giunte quando il procedimento aveva già completato la fase di verifica di compatibilità tecnica ed economica (rispetto dei vincoli numerici e finanziari richiesti dalle norme).
Sospenderlo e rifarlo per una sostituzione decorrente dal 2014, avrebbe comportato una dilazione di almeno un mese delle altre assunzioni in programma nel 2013.
Nessuna “verità negata”, né “ha modificato la realtà”, come riportato nell’articolo a firma Emanuele Caso. Ribadisco la mia ricostruzione e rassicuro i cittadini sulla trasparenza e correttezza di ogni procedura.
Risponde l’autore dell’articolo, Emanuele Caso.
«Quando, nel 2013, questo provvedimento è stato adottato (24 giugno 2013, ndr), non si era ancora a conoscenza delle dimissioni per raggiunti limiti di età che successivamente (errato, era il 29 maggio 2013, ndr) il comandante Graziani ha presentato». Basterebbe questa letterale trascrizione dell’intervento pronunciato dall’assessore Introzzi lunedì sera in consiglio comunale, per chiudere il discorso sulla correttezza o meno dell’articolo pubblicato ieri e, viceversa, sulla correttezza molto più discutibile (la delicatezza non ci fa difetto) dell’interessata. Ma siccome l’assessore intende continuare a darsi la zappa sui piedi, risulta impossibile non aiutarla. E allora ricordiamo alla Introzzi, e ripetiamo a beneficio dei lettori, che l’altra sera, davanti alla massima assemblea cittadina, è stata negata la verità. Perché il pignolissimo assessore, in aula, ha dichiarato di non essere a conoscenza delle dimissioni del comandante Graziani nel momento in cui il piano occupazione è stato “adottato”. Ma un piano può essere adottato soltanto dalla giunta. Quindi, la data a cui si riferisce la Introzzi è il 24 giugno 2013, successiva di ben 26 giorni rispetto all’ufficializzazione dell’addio di Graziani. Di conseguenza: o la Introzzi davvero non sapeva che Graziani aveva comunicato l’addio, e allora dovrebbe chiedere scusa per una enorme superficialità. Oppure nasconde ancora la verità, persino messa di fronte alle parole che lei stessa ha pronunciato. E allora dovrebbe trarne le conseguenze perché oltre all’incommensurabile pasticcio compiuto sulla pelle dei vigili, dimostra un’incapacità di riparare al danno non più tollerabile.

Nella foto:
Gisella Introzzi

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