L’incredibile storia della gavetta trovata nei boschi di Bulgorello

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Il “ritorno” a casa
Ieri la consegna al figlio del reduce di Grecia e Albania

Ha dell’incredibile la storia raccontata sul social network Facebook da Virginio Castelli, bancario in pensione di Bulgorello, frazione di Cadorago, che ha ritrovato dopo quarant’anni il coperchio della gavetta di suo padre, reduce del secondo conflitto mondiale.
«Tutto ha inizio l’anno scorso – spiega Castelli – quando un mio cugino dice di aver visto da un amico, Andrea Agosta, il coperchio di una gavetta con inciso la firma G.Castelli».
Agosta l’aveva trovata circa quarant’anni

prima nei boschi attorno a Bulgorello. Castelli è curioso di vedere quel cimelio, dopo qualche tempo chiama Agosta e analizzano insieme la gavetta.
«Sono andato a vedere il piatto di ferro e ho riconosciuto subito l’inconfondibile firma di mio padre, classe 1915, scomparso trent’anni or sono», dice.
Giovanni Castelli aveva partecipato alle campagne di Albania e di Grecia. Dopo l’armistizio del 1943, era stato deportato dai tedeschi in un campo di lavoro a Konigshutte, ora Chorzòw, in Polonia.
«Mio padre aveva scritto con un chiodo il motto “Vivere sperando” e, in corsivo, “Ogni disagio, ogni sofferenza viene annullata al momento di rivederti Mamma” e ancora venti, in cifre romane e un numero – dice ancora Castelli – Mi sono commosso. È stata una sensazione incredibile. Poi, per fugare qualsiasi dubbio sulla paternità di quella gavetta, sono andato a cercare tra i ricordi di mio padre e ho trovato una vecchia foto di papà che mangia la sua razione e il suo tesserino da deportato. Il numero di cinque cifre sul tesserino del Reich corrispondeva perfettamente a quello inciso sulla gavetta».
Castelli ha avvertito Agosta che è stato felicissimo di rimettere il cimelio nelle mani dell’erede di Giovanni Castelli.
La consegna è avvenuta ieri mattina.
E Virginio Castelli ha voluto raccontare questa incredibile storia su Facebook, tra lo stupore e la commozione dei tanti parenti ed amici.
Rimane da risolvere un piccolo giallo: come è finita nei boschi di Bulgorello la gavetta del reduce?
«Agosta l’ha trovata nel 1975 e mio padre sarebbe scomparso dieci anni più tardi – dice sempre Virginio – Era molto legato ai suoi ricordi della guerra, quindi non capiamo come mai la gavetta fosse finita nei boschi». Non è escluso che Giovanni l’avesse persa in un’escursione, ma poco cambia. Ora la gavetta del soldato è tornata a casa Castelli.

Paolo Annoni

Nella foto:
Il coperchio della gavetta ritrovata nei boschi di Bulgorello, frazione di Cadorago

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