Cronaca

L’indagato sceglie di non parlare al giudice. La difesa: «Il carcere è una misura eccessiva»

altLa posizione dell’avvocato Rallo
«Mi chiedo francamente se non sia stato eccessivo mettere in carcere il mio assistito. Per evitare la contestata reiterazione del reato sarebbe bastata la sospensione dal servizio, che del resto è stata notificata dal prefetto contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare».
L’avvocato Roberto Rallo è il legale di fiducia del sovrintendente di polizia arrestato mercoledì mattina dalla guardia di finanza. Non anticipa per il momento la strategia difensiva e nemmeno se farà ricorso

al Riesame.
«Speriamo, prima di dover valutare o meno un eventuale ricorso al Riesame, alla luce della sospensione dal lavoro già intervenuta e di cui abbiamo parlato, che gli inquirenti decidano autonomamente in tal senso».
A causa della lontananza da Brindisi, l’avvocato del foro di Como non è ancora riuscito a parlare direttamente con il proprio assistito, che per l’interrogatorio di ieri di fronte al giudice pugliese ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma al momento, come detto, l’avvocato Rallo punta l’attenzione soprattutto sulla misura cautelare del carcere, ritenuta eccessiva per un reato che si consumava entrando e accedendo a una banca dati. Anche se per la verità nelle esigenze cautelari il giudice terrebbe conto anche – e forse soprattutto – del fatto che le indagini sono ancora in corso e molte persone devono ancora essere sentite oppure addirittura identificate. «Io credo che per garantire il corretto svolgimento delle indagini sarebbe bastata la misura dell’obbligo di dimora a Brindisi, dove il mio assistito vive con la moglie, magari con restrizioni per rendere impossibile la comunicazione con altre persone. Questo credo sarebbe stato un provvedimento più appropriato rispetto al carcere, che mi sembra davvero eccessivo. Anche perché, come ho detto, già con la sospensione non avrebbe più potuto accedere alle banche dati e non avrebbe di certo trovato nessuno disposto a dargli una mano per reiterare eventualmente il reato».

M.Pv.

Nella foto:
L’avvocato Roberto Rallo assiste l’arrestato
3 Mag 2014

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