L’indagine sugli ex vertici del Como. Sotto la lente due anni di gestione
Cronaca

L’indagine sugli ex vertici del Como. Sotto la lente due anni di gestione

Pietro Porro, ex presidente del Como

Sarebbero due gli anni al vaglio della guardia di finanza e della Procura – pm Pasquale Addesso – nell’inchiesta a carico dell’ex staff dirigenziale dal Calcio Como poi fallito con sentenza del giudice Marco Mancini il 21 luglio 2016.
Il 2014, secondo cui (per la tesi accusatoria) già erano evidenti le difficoltà del club poi mascherate da presunte iscrizioni di plusvalenze sul marchio e sulla contestatissima cessione del campo sportivo di Orsenigo, e pure l’anno 2015. In questi 24 mesi gli inquirenti cercheranno eventuali elementi che possano appoggiare l’ipotesi di reato su cui si sta lavorando e che, come detto, rimane al momento una ipotesi. Si tratta insomma di bancarotta aggravata a carico di quattro figure con un ruolo nel vecchio Calcio Como: stiamo parlando dell’ex presidente Pietro Porro, del vice presidente Flavio Foti, del consigliere del cda Fabio Bruni e di Stefano Roda, presidente e amministratore di quella S3c titolare del 99% delle quote del club a cui finirono proprio Orsenigo e il marchio.
Beni fuoriusciti o rientrati con presunte plusvalenze – come nel caso del marchio – su cui ora si concentrerà l’attenzione dei finanzieri. Ma c’è di più, perché nell’interesse degli inquirenti sarebbero finiti anche presunti pagamenti preferenziali per oltre un milione di euro a favore di creditori ma in danno di altri tra cui i dipendenti, l’Erario e l’Inps, aggravando – sempre secondo la tesi accusatoria – lo stato di insolvenza della società poi fallita. L’inchiesta è esplosa all’alba di mercoledì con una serie di perquisizioni che hanno toccato abitazioni private ma anche gli uffici di via Sinigaglia e il centro sportivo di Orsenigo. Ma all’origine dell’azione della finanza e della Procura di Como – che forse non a caso si è scelto di far iniziare all’indomani dell’assegnazione del club di calcio a una nuova proprietà (in modo da non turbare l’asta) – c’erano state le relazioni che il curatore fallimentare Francesco Di Michele aveva fatto il 5 settembre 2016 e il 4 novembre dello stesso anno, segnalando le situazioni meritevoli di chiarimenti.
Nel corso delle perquisizioni effettuate dalla Tributaria della guardia di finanza sono stati acquisiti documenti e atti che attengono proprio a quei due anni al centro dell’attenzione, comprese agende, rubriche, appunti, mail, fax oltre a cd, dvd, chiavette usb, hard disk e ogni altro supporto utile alle indagini. Da quanto si è appreso anche tutte le fatture emesse dalla società sarebbero state passate al vaglio per verificare l’effettiva realizzazione delle prestazioni indicate.

24 Mar 2017

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