Cronaca

L’indagine sulla Stradale. Torna libero l’agente a capo dell’ufficio verbali

alt Accolta l’istanza presentata dalla difesa
Massimiliano Busnelli, agente della polizia stradale ai “domiciliari” dal giorno del blitz della Procura di Como che decapitò i vertici del corpo, è tornato in libertà. Accogliendo una istanza presentata dalla difesa rappresentata dall’avvocato Michela Corbetta, e contro il parere del pubblico ministero titolare del fascicolo (il sostituto procuratore Massimo Astori), il giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto, ha revocato la misura di custodia cautelare che l’agente

stava scontando a casa sua. La difesa aveva chiesto in subordine l’obbligo di firma, ma il giudice ha optato per la forma più ampia, ovvero la libertà piena. A pesare sulla decisione del gip potrebbe essere stato il fatto che comunque, essendo Busnelli sospeso dal lavoro, non potrebbe interferire con le indagini che sono ancora in corso e nemmeno eventualmente inquinare le prove. Ma in questi due mesi di custodia cautelare, l’agente ha risposto alle domande del giudice nell’interrogatorio, si è sempre comportato correttamente adempiendo a tutte le prescrizioni e agli obblighi ed è comunque incensurato. Il pm aveva in ogni caso dato parere negativo, essendo ancora l’inchiesta in una fase delicata, ma alla fine il giudice delle indagini preliminari ha optato per la revoca della misura cautelare. Primo provvedimento in tal senso nella vicenda che ha travolto la Polstrada di Como dove, oltre a Busnelli, anche il comandante Patrizio Compostella e altri due agenti finirono ai “domiciliari” e il vicecomandante Gian Piero Pisani addirittura in carcere. Busnelli – capo ufficio verbali per gli anni 2012 e 2013 – è accusato di falso per aver concorso all’omessa notifica di 1.463 contravvenzioni al codice della strada rilevate dal Tutor lungo l’autostrada da Bergamo a Milano, omissioni che avrebbero causato un danno erariale ingente. Secondo l’accusa «Busnelli era consapevole e consenziente anche per i falsi non materialmente da lui compiuti». La tesi sostenuta nell’interrogatorio dall’indagato è stata invece opposta, ovvero che lui non era minimamente a conoscenza di quello che stava avvenendo.

M.Pv.

Nella foto:
L’ingresso della sede della polizia stradale in via Italia Libera
27 maggio 2014

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