L’indignazione della nipote di Sant’Elia. «Basta con quella vergogna, sì al cancello»

Monumento ai Caduti: anche Gaddi rilancia l’ipotesi di una protezione
«Il Monumento è stato abbandonato troppo a lungo, spero che ora ci sia davvero una seria indignazione generale che possa portare a una soluzione duratura ed efficace».
Anna Pozzi Sant’Elia è la nipote di Antonio Sant’Elia, l’architetto futurista che ha disegnato il Monumento ai Caduti di Como. Vedere l’opera deturpata per lei è una sofferenza costante. «La prima reazione sarebbe non dire neppure una parola perché sono troppo indignata – esordisce Anna Pozzi Sant’Elia – L’opera è stata lasciata a se stessa
 troppo a lungo, nessuno se n’è mai occupato e le cose si sono deteriorate in modo quasi irreversibile». Recintare l’area potrebbe essere «il male minore». «Personalmente devo ammettere che mi dispiacerebbe vedere una cancellata davanti all’opera – dice l’erede dell’architetto futurista – Secondo me l’impatto non sarebbe un grande spettacolo. In ogni caso, se può servire come deterrente contro vandali e teppisti ben venga la cancellata».
«Sono scandalizzata per lo stato di degrado del Monumento come cittadina comasca prima ancora che come nipote di Sant’Elia – aggiunge Anna – Questo non è certo l’unico problema di degrado di Como, ma la situazione è grave. È un insulto a un monumento che ha un significato civico per tutti, un sentimento quindi che va al di là della mia parentela. Del resto, vivo in città murata, in una casa costantemente imbrattata dai vandali. Tutti noi del centro storico siamo in una situazione di degrado e possiamo solo sperare che ora ci si scandalizzi davvero e si volti pagina».
Insiste invece sulla necessità di proteggere il Monumento con una cancellata l’ex assessore alla Cultura Sergio Gaddi, consigliere comunale della lista civica “Forza Cambia Como”. L’ipotesi era stata presentata già una quindicina di anni fa dall’esponente politico del centrodestra comasco Alessio Butti ed era stata sostanzialmente approvata dalla Soprintendenza. «Mi sembra che il cancello sia la soluzione più giusta – sottolinea Gaddi – Esteticamente è perfettamente compatibile con il Monumento. Non solo non è uno scandalo, ma è un dovere proteggere l’opera con la cancellata, al pari di qualsiasi altro luogo sacro. Anche i portoni delle chiese si chiudono a una certa ora. La recinzione sarebbe aperta in determinate ore del giorno e poi verrebbe chiusa la notte. Vorrei ricordare l’esempio di San Donnino. Sono stato un fautore della cancellata che si è rivelata la soluzione ideale senza deturpare affatto l’immagine della chiesa né della piazza».
«Bisogna mettere fine al pregiudizio buonista che identifica le cancellate con un senso di chiusura o limitazione della fruibilità delle opere. È vero il contrario – continua il consigliere – Un monumento protetto è più fruibile perché rimane integro e il primo dovere di un’amministrazione è preservare l’integrità delle opere. Senza integrità il Monumento perde il messaggio culturale. Poi servirà mettere in atto la politica della tolleranza zero con gli imbecilli».

Anna Campaniello

Nella foto:
Sta suscitando una diffusa indignazione lo stato di degrado in cui versa il Monumento ai Caduti

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