L’iniziativa della Ca’ d’Industria. Fino a due mesi di convalescenza per facilitare il ritorno a casa

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Per gli anziani dopo una malattia grave o un infortunio

(f.bar.) «Como è una città che non pensa agli anziani». Parole amare quelle dell’onorevole Gianfranco Tagliabue, membro del consiglio di amministrazione di Ca’ d’Industria. Una riflessione emersa ieri pomeriggio, nella sede della fondazione, durante un incontro voluto per presentare due progetti a favore degli anziani.
Innanzitutto è stata illustrata un’iniziativa – già testata per un breve periodo in passato – indirizzata a chi necessita di un periodo non troppo lungo di convalescenza

ma anche alle famiglie che dovranno poi accompagnare il parente nella fase del recupero. Tutto questo per evitare che l’anziano, dopo una malattia grave o un infortunio, debba forzatamente vedere nel suo futuro un soggiorno permanente in una casa di riposo. Il piano prevede un periodo presso la struttura di Rebbio e, accanto ai servizi tradizionali, sarà possibile chiedere un percorso di accompagnamento del paziente al domicilio.
«La volontà è anche quella di istruire chi si dovrà occupare direttamente del malato – afferma Paolo Frisoni, presidente della Fondazione Ca’ d’Industria – È infatti questo un impegno gravoso. Un conto è gestire un anziano in una struttura attrezzata come la nostra, ben diverso nella propria casa. Per il malato è sicuramente meglio poter trascorrere il tempo nella propria abitazione ma è necessario che chi gli sta intorno sappia come gestirlo».
L’obiettivo è dunque quello di accogliere le persone per un breve periodo di convalescenza, evitando il prolungamento eccessivo del ricovero e favorendo il ritorno a casa, in un ambiente a lui caro.
«Ci si rivolge particolarmente alle famiglie che si trovano in difficoltà nel gestire un anziano dimesso dall’ospedale, oppure che devono riorganizzarsi per poter riportare il parente a casa», aggiunge Carlo Guarisco, il dottore che si occupa del progetto insieme ad altri collaboratori. Le domande possono essere presentate direttamente dalle famiglie alla Fondazione Ca’ d’Industria. Il progetto prevede una permanenza da un minimo di 15 giorni a un massimo di 60 giorni e il costo stimato complessivo è di 80 euro al giorno, oltre a una quota legata al numero di ore di supporto per il rientro a casa: 250 euro fino a 10 ore, 450 fino a 20.
«Anche i numeri servono a illustrare la situazione esistente nel nostro territorio – aggiunge il presidente Paolo Frisoni – Abbiamo un 23% di soggetti ultra65enni e il 12% over 75. Sono cifre che ben giustificano un piano di tal natura».
Altro servizio, pronto per essere avviato, è quello nella casa albergo Villa Celesia. «Qui possiamo mettere a disposizione di persone autosufficienti alcune camere per un periodo di tempo variabile. Una sistemazione che può essere utile in svariate circostanze», conclude il presidente Frisoni.

Nella foto:
La residenza sanitario-assistenziale (Rsa) di via Brambilla della Ca’ d’Industria (Fkd)

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