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L’iniziativa: fiabe ai bambini ricoverati e lettere agli ospiti delle Rsa

In tempi di Covid dalla scuola possono arrivare anche altri tipi di contagi, stimoli positivi. Non positivi come i tamponi, positivi perché arrivano a scaldare il cuore. Questa la volontà di una prima e una seconda media dell’Istituto San Carpoforo di Como, che si sono fatti promotori di due iniziative destinate ad alleviare in qualche modo il dolore di chi soffre, creato dalla distanza delle persone care. A coordinare il progetto è Flavia De Palma, docente di lettere e giornalista.Si tratta nello specifico di due progetti distinti, uno con la prima e uno con la seconda media. Gli studenti di prima, in questi mesi, stanno affrontando lo studio delle favole e delle fiabe nella letteratura. Il laboratorio avviato prevede che ogni studente scriva a sua volta una favola destinata ai bambini ricoverati negli ospedali. L’altro progetto, con la seconda media, riguarda lettere destinate questa volta agli anziani ospiti delle Rsa del territorio, che come è noto da tempo non possono più ricevere visite per evitare possibili contagi da coronavirus.«Abbiamo già preso contatti con due ospedali del Nord Italia – spiega la professoressa De Palma – per l’invio delle fiabe, faremo lo stesso con le case di riposo del territorio. Ci piacerebbe però che questa iniziativa si allarghi anche ad altre scuole. Si tratta di progetti semplici, noi siamo a disposizione per inviare poi il materiale in formato elettronico». Gli istituti che volessero partecipare possono inviare una mail a secondaria@istitutosancarpoforo.it. Allo stesso indirizzo possono scrivere anche le strutture sanitarie e le residenze per anziani che vogliano ricevere le favole e le lettere per le nonne e i nonni ricoverati.Gli studenti allo stesso tempo si esercitano su generi letterari previsti nel piano di studi.«La risposta dei ragazzi è stata molto positiva, sono stati subito entusiasti di affrontare questa sfida e di provare a dimostrare il loro affetto a chi ha perso tanti contatti umani. Stiamo cercando di spostare l’attenzione su qualcosa di creativo, che distragga un po’ dal virus». La didattica a distanza dello scorso anno in questo senso ha fornito alcune competenze ai ragazzi.«Tutti gli elaborati vengono scritti direttamente al computer dai ragazzi in modo che sia anche più semplice impaginarli e inviarli poi attraverso una mailing list ai destinatari», prosegue Flavia De Palma. La professoressa ha preso contatto anche con alcuni medici e infermieri che si sono già resi disponibili a leggere le fiabe ai bambini ricoverati.«Per le case di riposo, abbiamo fatto una mappatura degli istituti di Como, saranno i primi a ricevere le lettere». Non è detto poi che qualche “nonno” ricoverato nelle Rsa di Como o provincia voglia a sua volta rispondere alle lettere dei ragazzi.

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