«Installiamo tornelli con moneta, in stile metropolitana»

La proposta dell’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi

Un macchia per Como, quella segnalata dal nostro reportage, che forse può essere se non cancellata almeno fortemente ridimensionata. L’assenza pressoché totale di servizi igienici pubblici, degni di una città civile, è un problema già da tempo sul tavolo dell’assessore competente che annuncia una possibile novità per il futuro.
«Già in passato con i tecnici del settore abbiamo valutato l’ipotesi di comportarci come accade, già da anni, in altri Paesi europei. Ovvero installare all’ingresso

dei bagni dei semplici tornelli, come quelli esistenti nelle stazioni della metropolitana, che consentano l’accesso solo dopo aver inserito una moneta», dice Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio del Comune di Como.
L’ammontare di questo contributo, da valutare prossimamente se il piano dovesse decollare, «sarebbe comunque molto contenuto a mio avviso. Ma sarebbe decisivo per consentire di avere sempre in ottimo stato la toilette. E permetterebbe una pulizia costante», aggiunge sempre Iantorno.
Attualmente questa soluzione – affidata però solo a un cartello che invita i turisti a versare in un’apposita cassetta 50 centesimi – esiste nei giardini a lago del capoluogo lariano.
Anche se è affidata esclusivamente al buon cuore degli utilizzatori. Pochi, però, sono i controlli. Inoltre la scritta che richiede il pagamento è, manco a dirlo, solo in italiano.
«I tornelli esistono, ad esempio, in Francia e in Germania. E si tratta di bagni dotati di ogni tipo di servizio come quello per poter cambiare i bambini. Sarebbe sicuramente una buona soluzione. Si potrebbe indire un bando apposito per affidare in gestione questo intervento. Valuteremo l’idea», spiega sempre Marcello Iantorno.
Nelle prossime settimane infine «completeremo una verifica generale sullo stato dei servizi igienici esistenti in città che, come detto, presentano delle criticità per un centro turistico di rilevanza internazionale quale è il nostro. Como deve risolvere il problema. Non è più possibile demandare la soluzione di questo malfunzionamento a caffè, bar e ristoranti della città finora utilizzati quando necessario con la scusa di una consumazione», conclude l’assessore al Patrimonio.

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