Cronaca

L’Insubria costruisce la biblioteca. Ma l’edificio rischia di cancellare l’area della fiera di Sant’Abbondio

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Tradizione a rischio
L’ateneo ha chiesto il permesso per edificare sulla storica spianata

L’Università dell’Insubria potrebbe far traslocare la tradizionale fiera di Sant’Abbondio dalla sua collocazione abituale. L’operazione, tutt’altro che peregrina, sta infatti prendendo forma. A confermarlo è stato il prorettore vicario dell’ateneo comasco, Giuseppe Colangelo, ieri mattina all’inaugurazione del nuovo anno accademico. Sembra dunque sempre più probabile lo stop alle bancarelle e al ristorante tipico per far spazio alla cultura. Nello specifico per far spazio a un nuovo edificio

destinato a ospitare la biblioteca universitaria.
«Stiamo lavorando al progetto, è vero – spiega il prorettore – È già da tempo che elaboriamo l’idea. In sintesi, si tratterebbe di ottenere la disponibilità degli spazi oggi utilizzati per la fiera, per costruire la biblioteca dell’ateneo». La struttura affiancherebbe i servizi già esistenti che, ieri mattina, si sono arricchiti del nuovo edificio della Manica Lunga.
«Abbiamo già avuto due contatti con l’amministrazione comunale. Ora il nodo principale è verificare con la Soprintendenza l’esistenza o meno di un vincolo su tale area – spiega Giuseppe Colangelo – Proprio per questo motivo abbiamo già inoltrato una richiesta scritta alla Soprintendenza per avere un incontro ufficiale dove affrontare nel dettaglio la questione». Non si parla però ancora di tempi o di risorse da impegnare nel progetto. «L’Università è comunque pronta a fare un sacrificio economico. Si tratta di un’operazione sicuramente onerosa che siamo disposti a intraprendere pur di far nascere la biblioteca. Vedremo come si svilupperà il tutto», conclude sempre Colangelo.
Nel frattempo l’Insubria continua l’espansione. «Tra poche settimane contiamo di completare anche il polo scientifico di via Valleggio con l’apertura della palazzina dei laboratori. E in futuro c’è anche l’ipotesi campus», aggiunge Colangelo. La città, dunque, sembra aver maggiore consapevolezza del fatto che «la formazione universitaria può costituire, dopo la manifattura fondata soprattutto sul tessile e sulla seta e dopo il turismo, un terzo formidabile volano di sviluppo», dice Colangelo. Oggi l’impatto degli studenti e dei docenti sulla città non è da poco: l’Insubria ha nel polo di Sant’Abbondio circa 2mila universitari, a cui vanno aggiunti i circa 300 impegnati nei corsi in via Valleggio e i 200 di Scienze infermieristiche in via Cavallotti. Si tratta di 2.500 studenti che, se uniti a quelli delle altre istituzioni universitarie presenti in città, si avvicinano alle 5mila unità. Gli immatricolati dell’anno 2013-2014 sono 2.314 (943 uomini e 1.371 donne). Di questi 592 immatricolati nella sede di Como.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’area dove dovrebbe sorgere la nuova biblioteca dell’Insubria ripresa in un’immagine dall’alto
26 Novembre 2013

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