L’intervista. Marco Mazzone, presidente della Cdo: «Vorrei una Camera di Commercio lontana dalla logica delle poltrone»

La sede della Camera di Commercio di Como

La Camera di Commercio si avvia a un cambiamento profondo. Como e Lecco tornano a ragionare allo stesso tavolo sulle questioni economiche.
Una sfida importante quella della riforma camerale, nella quale è in gioco il futuro del territorio. Naturale, quindi, che anche il dibattito non tanto sulle poltrone, ma sulla strategia e sullo scenario evolutivo, sia più che mai stringente. Così, se da una parte gli attuali presidenti camerali di Como (Ambrogio Taborelli) e di Lecco (Daniele Riva) invitano le categorie alla presentazione del “Piano per la competitività e lo sviluppo dell’area lariana” in programma giovedì 14 febbraio a Lariofiere, dall’altra l’unico documento su cui ragionare in questo momento è quello sottoscritto da nove associazioni datoriali, che rappresentano migliaia di aziende del territorio.
A riportare il focus sulla questione è il presidente della Cdo di Como e Sondrio, Marco Mazzone in questa intervista.
«Il futuro del territorio ci sta a cuore – dice Mazzone – Durante il confronto con le altre associazioni abbiamo voluto mettere nero su bianco dei contenuti».
Le “linee guida” del documento sono state sottoscritte da Api Lecco, Confesercenti Como, Confesercenti Lecco, Cdo Como, Cdo Lecco, Cna del Lario e della Brianza, Confcooperative Insubria, Confcooperative dell’Adda e Rappresentanza Abi.
«Mi sembra che il metodo che è scaturito da questo confronto di idee – sottolinea ancora Mazzone – tenga conto della valorizzazione di tutti i soggetti del territorio. Noi vogliamo creare sinergia e confronto, dialogo».
Mazzone spiega come i temi in discussione siano fondamentali per il futuro economico del Lario.
«Abbiamo grandi sfide alle porte – dice sempre il presidente della Cdo – Dalla competitività delle imprese alla valorizzazione turistica di questa terra. La prima cosa da fare è uscire da una logica di duopolio geografico tra Como e Lecco. I rapporti con le amministrazioni locali devono essere concreti e costruttivi. Ci sono questioni da affrontare verticalmente, per le importanti filiere delle due province, quella meccanica lecchese e quella tessile comasca o quella del legno nel Canturino. Poi ci sono altre questioni più orizzontali, su tutte quella del turismo, che non si ferma certo a un confine provinciale, quella del rapporto con Milano e con il Canton Ticino», dice ancora il presidente.
Tutti gli attori della Camera di Commercio unificata dovranno insomma avviare un confronto per il bene delle categorie, dall’agricoltura all’artigianato, dalla piccola impresa all’industria.
«Senza dimenticare il dialogo con il mondo del credito, che alla fine è il motore di un territorio – dice sempre Mazzone – con il mondo del lavoro, dei sindacati, delle no profit e delle cooperative».
E sulle poltrone? Mazzone chiede per una volta di “volare alto”.
«Si deve uscire da una logica di campanile e di poltrona – dice – Abbiamo sfide troppo importanti da affrontare, dalla digitalizzazione delle nostre aziende alla capacità di restare in un mercato globale. C’è poi la crisi della rappresentanza che morde. La situazione politica nazionale e internazionale non è certo delle più rosee. Si deve creare il giusto collegamento tra le esigenze delle imprese e del territorio».
Mazzone fa un riferimento anche al mondo della scuola. Il prossimo anno ci saranno 2mila liceali contro 1.700 “primini” negli istituti tecnici, 400 delle professionali.
«Eppure le nostre imprese continuano ad avere bisogno di tecnici – dice Mazzone – La nuova Camera di Commercio deve farsi promotrice anche dell’incontro di queste esigenze».
Quindi davvero non interessano le poltrone ai firmatari di questo documento?
«Il problema non sono le poltrone, ma al limite i tavoli – dice Mazzone – Se ne devono creare tanti di tavoli, ma di lavoro, per confrontarsi verticalmente e trasversalmente fra tutti gli attori. Se volete parlare a tutti i costi di poltrone, possiamo dire che la nuova Camera di Commercio avrà una grande occasione proprio nella scelta delle persone, quando dovrà decidere per le partecipate: ad esempio per Comonext, Villa Erba, Lariofiere e, a Lecco, per il Politecnico. Sarebbe bello avere un segnale nella scelta dei ruoli, con persone che siano in grado di catalizzare l’interesse di tutto il territorio», dice Mazzone.
«Noi in quel documento abbiamo dato grande disponibilità al dialogo. Ci aspettiamo che anche da parte delle altre associazioni di categoria vi sia la stessa apertura – dice Mazzone – Non so se questo dialogo potrà avvenire prima dell’insediamento del nuovo consiglio camerale o in seguito. Questo non ha importanza. Ciò che conta è che si avvii una stagione di confronto, per il bene di tutto il territorio».

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