Don Clerici, parroco di Ponzate: «Io avrei celebrato il funerale di Priebke»

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Clamorosa presa di posizione di don Agostino Clerici

(m.d.) «Io avrei presieduto il funerale di Erich Priebke». Clamorosa presa di posizione di don Agostino Clerici sulle esequie del criminale nazista, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine e morto settimana scorsa a Roma. Nel suo blog “L’essenziale è visibile” il sacerdote lariano, già direttore del “Settimanale della Diocesi” e attuale parroco di Ponzate, prende le distanze dai vertici della Chiesa. Nei giorni scorsi il Vicariato di Roma aveva negato la possibilità

di esequie pubbliche, cioè in chiesa, precisando che il rito avrebbe dovuto essere celebrato in forma privata nella casa che ospita le spoglie dell’ex capitano delle Ss.
Ma don Agostino la pensa diversamente. «Io avrei presieduto il funerale del noto criminale nazista perché il mio ministero di prete mi mette nella condizione di avere uno sguardo su ogni uomo come amato da Dio, sempre, anche se ignobilmente peccatore», scrive sul suo blog (http://agostinoclerici.it/).
«A Dio spetta la misericordia in un modo che a me sfugge. A me, però – sottolinea il parroco di Ponzate – compete quella misericordia che Gesù mi ha insegnato e che devo esercitare maggiormente proprio nei confronti di peccatori pubblici che sembrano tenacemente impermeabili al messaggio del Vangelo. Talvolta provo imbarazzo quando vedo prelati della Chiesa accorrere a celebrare i funerali di personaggi famosi del mondo dello spettacolo o della politica che non hanno certo offerto in vita una testimonianza evangelica esemplare».
«Certo – aggiunge – Priebke è un pluri-assassino che, dicono, non si è mai pentito del male fatto e anzi ha ostentato la difesa dei principi folli del nazismo. Queste cose le direi in modo chiaro e senza timore nell’omelia del funerale. E aggiungerei tutti i 335 nomi dei trucidati alle Fosse Ardeatine».
Sulla decisione del Vicariato di Roma, il sacerdote precisa che «la prudenza sarebbe all’origine della scelta di non celebrare il funerale dentro una chiesa cattolica». E si chiede: «Forse che la prudenza viene prima della misericordia? Il Vangelo mi insegna il contrario e io seguirei il Vangelo e non l’onda mediatica o il comprensibile sdegno popolare». Il funerale, sottolinea don Agostino, darebbe poi la possibilità di «annunciare la scandalosa misericordia del perdono, che si dà anche a chi non ha chiesto perdono. Un certo Gesù lo ha fatto dalla croce. A noi spetta farlo, con tutti, almeno dall’altare».

Nella foto:
Don Agostino Clerici

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