Cronaca

L’ipotesi: Mannina ucciso in una casa e da più persone

Il delitto del Lago Azzurro
Ieri interrogato lo zio di Dritan, ma nessuna contestazione da parte degli inquirenti
Se il delitto di Mozzate è ormai definito almeno per quanto riguarda la dinamica dell’accaduto (anche se rimane da capire chi fosse il terzo uomo presente in stazione con Dritan e Monica Sanchi), discorso diverso sembra essere quello che riguarda quanto avvenuto a Silvio Mannina. L’ultima pista investigativa riguarda il fatto che il compagno di Lidia Nusdorfi – ritrovato cadavere e seppellito sotto uno strato di terra e acqua nella palude del Lago Azzurro in Romagna – possa essere arrivato in quel punto già da morto e non dunque «per parlare con Dritan» come era stato detto dagli indagati. Il sospetto, infatti, è che possa essere stato ucciso in un luogo chiuso, forse in una casa, dopo essere stato denudato e seviziato con lo scopo di costringerlo a fare una telefonata a Lidia Nusdorfi per fissare l’appuntamento per il giorno successivo. Non va dimenticato tra l’altro, a supporto di questa ipotesi investigativa, che il corpo del povero Silvio Mannina fu rinvenuto legato mani e piedi e pure incappucciato. Non si esclude nemmeno che in azione, oltre a Dritan, possano esserci state più persone. Per questo nelle ultime ore le indagini si sono allargate anche ai componenti del nucleo familiare del pasticcere albanese e ai suoi amici. Si cerca, insomma, qualcuno che possa aver aiutato Dritan a torturare e uccidere Mannina per poi trasportarlo e seppellirlo nella palude del Riminese. Un lavoro che difficilmente avrebbe potuto fare solo il 29enne seppur con l’aiuto di Monica Sanchi (che invece, è appurato, fece da esca per attirare a Rimini Silvio promettendogli una notte di sesso). Nell’ambito di questo ennesimo sviluppo delle indagini, ieri a Rimini è stato sentito per due ore lo zio di Dritan, un 60enne pescatore che sarebbe poi tornato a casa senza alcuna contestazione e, di conseguenza, senza essere iscritto sul registro degli indagati. Nella notte, tra l’altro, i carabinieri hanno compiuto nuove perquisizioni nella casa di Dritan Demiraj, ma anche in altri appartamenti. Certo è che se l’ipotesi investigativa dovesse trovare dei riscontri, il quadro già da film horror aggiungerebbe nuove e ulteriori tinte fosche. Quelle di un vero e proprio tranello teso al povero Silvio Mannina, seviziato e torturato al solo scopo di ottenere un appuntamento con Lidia Nusdorfi per poi essere eliminato subito dopo e seppellito in qualche modo in una palude isolata. E anche il corpo ritrovato avvolto in una sorta di sudario e incappucciato avrebbe una spiegazione plausibile: quella di non lasciare sangue nella casa dove sarebbe avvenuto il delitto e poi nell’auto utilizzata per il trasporto del cadavere.

M.Pv.

Nella foto:
Silvio Mannina, l’ultimo uomo di Lidia
1 maggio 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto