L’ironia dello Stato Sociale sul Lario

altVenerdì sera al Tempio Voltiano l’attesissima performance live della band bolognese
Di questi tempi si usa la parola “evento” per garantire impatto a manifestazioni che spesso non lo sono. Al contrario, il concerto gratuito dello Stato Sociale che si terrà a Como al Tempio Voltiano venerdì a partire dalle 21.30 è un evento perché il dissacrante gruppo di ragazzi bolognesi dal vivo attira migliaia di fan.
I testi, scritti e cantati senza peli sulla lingua, sono diretti e provocatori; l’ironia tagliente non risparmia nessuno, nemmeno loro stessi, sia che si tratti di

polemica sociale, j’accuse politico o acuta satira di costume.
Il gruppo formatosi nel 2009 e costituito da Alberto Cazzola (voce e basso), Lodovico Guenzi (voce, chitarre, pianoforti e sintetizzatori), Alberto Guidetti (drum machine, sintetizzatori e voce) si arricchisce due anni dopo di Enrico Roberto (voce e sintetizzatori) e Francesco Draicchio (sintetizzatori e voce).
Dopo un lungo viaggio attraverso l’Italia, da Nord a Sud, lo Stato Sociale ora approda per la prima volta a Como grazie ad AutoRock Produzioni. Dopo l’esordio di Welfare pop e L’amore ai tempi dell’Ikea e del primo album in studio Turisti della democrazia è uscito quest’anno L’Italia peggiore, il cui singolo C’eravamo tanto sbagliati è il più venduto su i Tunes.
Ma qual è il segreto del grande successo dal vivo e in rete di questa band indipendente? «Siamo un team molto affiatato – spiega Alberto Cazzola – Abbiamo creato una bella sinergia in cui ognuno di noi ha specifiche bravure. Abbiamo sempre tanta voglia di andare in giro e metterci in gioco, senza porci dei limiti».
Come nascono i testi?
«In modo molto naturale; ci è sempre piaciuto scrivere; noi veniamo dalla radio e attraverso la radio siamo cresciuti con un linguaggio comune che amiamo sperimentare. Molte campagne pubblicitarie riprendono la nostra “poetica” di canzoni con citazioni e giochi di parole. A noi fa piacere. Non mettiamo il copyright. Tutti noi scriviamo; prima lavoriamo sul significato del testo e poi viene la musica che è assai importante e con la quale ci piace scherzare. Qualcuno ci critica perché non abbiamo un genere vero e proprio ma io dico che la musica è espressione di libertà; non ci poniamo limiti estetici e di canone».
Nel loro ultimo album tra il serio e il faceto troviamo riferimenti a generi diversi come l’elettropop anni 80, il cantautorato melodico che si burla di Sanremo (Te per canzone una scritto ho), ritmi rock, atmosfere reggae, un toccante monologo sulla strage di Bologna (Linea 30), un pezzo parodistico sui selfie con la voce di Caterina Guzzanti. «Non vedo l’ora di venire a Como – prosegue Alberto – due anni fa avevamo una data, ma durante il tour si è rotto il furgone e abbiamo annullato la tappa lariana».
Alberto dice di non conoscere la nostra città. Eppure nel brano Questo è un grande paese c’è una frase che sembra scritta apposta per Como: “… troverai vecchi che guardano lavori in corso…”.
Prima del concerto, alle 18, lo Stato Sociale sarà alla libreria Feltrinelli.

Francesca Gamba

Nella foto:
Gli Stato Sociale che si esibiranno in un live gratuito al Tempio Voltiano a Como venerdì 12 settembre alle 21.30

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.