L’Italia dei lustrini non rinuncia mai alle sue comparsate

Il commento

L’Italia in cerca di sé stessa non rinuncia alle vecchie, cattive abitudini. Questa mattina, a Pusiano, si mette nuovamente in moto la macchina delle autocelebrazioni in occasione della “consegna del cantiere” della galleria di Pusiano.
A parte che nessuno ha mai capito che cosa significhi davvero “consegnare” un cantiere – sarebbe molto più utile “consegnare” un’opera finita – la domanda è: sono tuttora ammissibili le convocazioni di stampa, autorità e cittadini per fare da contorno

alla vanagloria di pochi politici?
La consegna del cantiere è un evento fondamentalmente inutile. Anche perché certifica le lentezze e le pastoie burocratiche nelle quali si è mossa finora la variante.
Tanto per intendersi: le buste con le offerte delle imprese interessate a costruire il tunnel sono state aperte a Villa Saporiti alla fine di marzo 2012.
Sono stati necessari quasi 20 mesi per dire a chi si è aggiudicato il lavoro: ok, puoi cominciare a scavare.
L’ufficialità della pompa magna e lo spasmodico desiderio di assessori e sindaci di appendersi l’ennesima medaglietta placcata sul bavero della grisaglia, farà sì che i 2 km della variante si trasformino in una sorta di lampada d’Aladino.
Qualcosa in grado di risollevare le sorti del territorio, di ridare fiducia alle persone, di rimettere in moto l’economia.
Nessuno si ricorderà invece di sottolineare il potenziale spreco di risorse per un’opera assai contestata o i possibili danni ambientali denunciati sin dal primo momento da chi si è battuto contro la striscia di cemento e asfalto a ridosso della piccola Isola dei Cipressi.
No. Nulla di tutto questo. D’altronde, non si mettono in vetrina le cose brutte. E a Pusiano da giorni lustrano tutto ciò che luccica. C’è da consegnare. Un cantiere.
Da. C.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.