Cronaca

L’ITALIA, IL PAESE DEGLI IMPUNITI

di GIORGIO CIVATI

Irresponsabilità diffuse
La vicenda non finirà mai in un dibattimento. Potremo elucubrare all’infinito sulla casualità che ha fatto ammalare 75 autisti della medesima azienda, tutti insieme nel medesimo giorno, poverini loro acciaccati e debolucci di salute. Potremo fare ipotesi contrarie e malignare all’infinito: potremo difendere i lavoratori o l’azienda, indifferentemente. Ma senza certezze, perché il caso non verrà mai discusso in aula. Sia chiaro: non imputiamo alcuna responsabilità specifica alla magistratura

, che ha fatto il possibile per accertare i fatti. L’iter dal punto di vista giuridico è stato ineccepibile. La vicenda però era troppo complessa: impossibile valutare, a distanza di tempo, le diagnosi di decine di medici, che avevano certificato altrettante malattie agli autisti.
E così si è arrivati all’archiviazione.
E se, nella sua follia, questo Paese ci ha abituato a non avere risposte certe sulle stragi degli anni Settanta e sulle truffe milionarie ai risparmiatori, oppure ancora sugli omicidi eccellenti o sulla malavita organizzata, confessiamo che per una storia così, tutto sommato banale, ci saremmo aspettati risposte diverse. Vedere chiusa questa vicenda per l’impossibilità pratica di procedere oltre, lascia in bocca un sapore amaro. La giustizia in questo modo pare annegare nelle scartoffie e nella burocrazia. E, al di là di tutto, indebolisce l’immagine di una nazione dove, tra codici e codicilli, si riesce (quasi) sempre a saltare l’ostacolo e a guadagnare l’impunità. Il disagio di un episodio tutto sommato semplice nei suoi contorni, ma alla fine impossibile da imbrigliare e giudicare, diventa l’emblema di un sistema-Paese dove si accetta e si digerisce tutto. Anche che 75 autisti, nel bel mezzo di una vertenza sindacale, si ammalino all’unisono. E che tutto finisca, per forza di cose, in archivio, senza un giudizio di merito.
Un altro tassello che ci fa dire come questo sia, anche nelle piccole cose, il Paese delle irresponsabilità diffuse.

25 gennaio 2011

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