L’Italia invecchia ma Como è un po’ più giovane

In un decennio gli under 30 sono cresciuti sul Lario di quasi un punto percentuale
Oltre 630mila giovani in meno in 10 anni. L’Italia conferma il suo triste primato di Paese che invecchia. Anche se in modo non uniforme. La popolazione under 30 è infatti diminuita dell’11% al Sud (-850mila dal gennaio 2002 al gennaio 2011), mentre è cresciuta nelle altre aree del Paese, e in particolare nel Nordest, dove il saldo positivo è stato di 106mila unità.
In ogni caso, l’invecchiamento progressivo della popolazione residente in Italia è evidente in quasi tutte le realtà regionali. In media il peso degli under 30 è diminuito di 3 punti percentuali, con vette del 5% e oltre nel Meridione.
Como costituisce un’eccezione. Nel primo decennio del ventunesimo secolo, infatti, il numero dei giovani è cresciuto di quasi un punto percentuale. Gli under 30 sul Lario sono adesso oltre 171mila, il 28,8% del totale della popolazione residente in provincia (595mila abitanti).
Como in controtendenza rispetto alla Penisola, quindi, e sopra anche la media regionale: in Lombardia i giovani sono oggi il 28,6% della popolazione residente, percentuale cresciuta però negli ultimi 10 anni del 2,4%, più di quanto accaduto nel Comasco. Più in generale, soltanto nelle regioni del Nord, quelle con i più elevati indici di immigrazione straniera, si è verificato un incremento in termini assoluti degli under 30. È accaduto in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e, appunto, in Lombardia.
Tutte le cifre relative alla popolazione giovane in Italia sono state elaborate negli ultimi mesi dai ricercatori di Datagiovani, gruppo di studio collegato all’istituto demoscopico padovano Panel Data.
Un’analisi dettagliata, condotta comune per comune. Le pagine relative al Lario sono così molto ricche di cifre e di curiosità. Leggendo il report di Datagiovani si scopre che il paese meno giovane della provincia comasca è Sala Comacina, dove la percentuale di under 30 sul totale della popolazione residente è del 19,6%. All’opposto, la comunità più giovane nel Comasco è Bene Lario, paese in cui il 35,1% dei residenti ha meno di 30 anni.
La mappa della crescita della popolazione giovanile è assolutamente non uniforme. Si va da Limido Comasco (+54,4% in dieci anni) a Magreglio (+39,7%), da Zelbio (+28,6%) al già citato Bene Lario (+28%), da Castiglione Intelvi (+27%) a Rezzago (+25,4%) e Bulgarograsso (+21,9%). Se si considera, invece, il dato negativo – ovvero il calo della presenza di giovani – la maglia nera va assegnata ex aequo a Montemezzo e San Nazzaro Val Cavargna (-32,3%), paesi seguiti a ruota da Garzeno (-30,8%), Cavargna (-30,5%) e Val Rezzo (-29,4%). I dati sullo “spopolamento giovanile” sono molto più omogenei rispetto a quelli sulla crescita dei residenti under 30. Soffrono molto, infatti, i paesi montani. In particolare, i comuni più piccoli in Altolago e quelli della Val Cavargna, dove la corsa all’abbandono da parte dei più giovani appare sostanzialmente inarrestabile. Un dato, quest’ultimo, che viene indirettamente confermato dalla crescita registrata nei centri più grandi: non soltanto le città (Como: +3,1%; Cantù: +3,8%; Mariano Comense: +7,5%) ma anche i comuni di fondo valle (Menaggio: +1,9%; Porlezza: +3,9%).
I commenti degli amministratori
«Una volta avevamo le elementari e l’asilo – dice Gianluigi Spreafico, sindaco di Montemezzo – scuole che sono state soppresse, malgrado tutti esaltino, ma soltanto a parole, la difesa della montagna. In realtà, ciò che ci penalizza è la mancanza di lavoro. I giovani vanno a vivere altrove, più vicino al loro impiego».
«Negli anni passati la gente è scesa a valle per evitare strade impraticabili – dice Stefano Rossi, sindaco di San Nazzaro Val Cavargna – Noi tentiamo di convincere i giovani a restare in paese, ma è difficile. Adesso, con il Piano di Governo del Territorio, abbiamo ampliato un po’ la possibilità di costruire nuove case. Ci auguriamo che questo possa aiutarci a frenare l’emigrazione dei giovani».
Luigi Saibene, sindaco di Limido Comasco, spiega come sia stato possibile incrementare i giovani in paese. «Negli ultimi anni l’approvazione di alcuni piani attuativi ha dato impulso alla crescita demografia. C’è stata una maggiore offerta di abitazioni in proprietà a costi calmierati e questo ha favorito l’arrivo di molta gente. Per noi non sono tutte rose e fiori, però. A fine anno dovremo ampliare la scuola elementare e raddoppiare la scuola materna».

Da. C.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.