Litiga con la sorella e lascia i "domiciliari": a processo per evasione

tribunaleCuriosa storia a Carbonate. L’uomo, un 28enne, è stato assolto ma allo stesso tempo è stato costretto a tornare nella casa dove si trovava

Ha litigato pesantemente con la sorella, a casa della quale stava scontando gli ultimi mesi di una condanna ai “domiciliari” per spaccio di droga. Una pena rimediata a Busto Arsizio nel 2010. Così, è uscito di casa è si è recato in caserma dai carabinieri di Mozzate. «Mettetemi ai “domiciliari” da mia madre, al massimo rimettetemi in carcere”». Ma l’unica cosa ottenuta è stata di finire nuovamente a processo con l’accusa di evasione.
La curiosa storia ha per protagonista uno straniero di 28 anni che, come detto, aveva in precedenza rimediato una condanna a 2 anni e 6 mesi per reati collegati allo spaccio di droga. Il suo avvocato, il comasco Massimiliano Galli, era però riuscito a fargli ottenere i domiciliari dalla sorella, in quel di Carbonate. Una stretta convivenza proseguita senza scossoni per oltre due anni, fino cioè alle scorse ore quando nella casa è scoppiato un violento litigio. L’udienza si è svolta ieri mattina in tribunale a Como, di fronte al giudice monocratico Vittorio Anghileri. L’avvocato Galli ha optato per il rito Abbreviato, ottenendo una assoluzione anche per l’evidenza della mancanza del dolo in quella che comunque si configura come una evasione. La sentenza è stata comunque “pesante”: il 28enne è stato infatti costretto a tornare ai “domiciliari” dalla sorella.

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