Elezioni 2012

«La città ha creduto nel nostro progetto»


Il neosindaco: «Orgoglioso di vedere che Como ha dato un segnale così forte»
«Quella di oggi è una vittoria storica per il centrosinistra comasco, un successo che premia la serietà della nostra proposta e testimonia la decisa volontà dei cittadini comaschi di cambiare pagina dopo un lungo e grigio periodo di governo del centrodestra». È questa la prima opinione espressa da Mario Lucini, ieri pomeriggio, a risultato conseguito.
Il candidato del centrosinistra ha vinto le elezioni comunali sconfiggendo al ballottaggio Laura Bordoli (Pdl). Il distacco è stato nettissimo:
21.562 voti contro 7.238. In percentuale, il 74,86 contro il 25,13.
«È una vittoria nettissima, sia nelle percentuali sia nei dati assoluti – ha detto Lucini – Il nostro progetto ha saputo raccogliere un numero incredibile di voti. Rispetto al primo turno abbiamo conquistato oltre 7mila nuovi elettori. È un dato che ci riporta per proporzioni all’affermazione del sindaco Alberto Botta».
«Sono orgoglioso di vedere come la città abbia dato un segnale forte – ha aggiunto il neosindaco – questo ci mette di fronte a una grande responsabilità che è insieme una decisa preoccupazione: affrontare al meglio i problemi della città, trovare soluzioni che altri non hanno probabilmente nemmeno cercato».
Il dato inequivocabile emerso dal ballottaggio ha evidentemente spazzato via ogni possibile commento su cifre e dati, su spostamenti dell’elettorato e apparentamenti nascosti. Più interessante, invece, la discussione sull’astensionismo, che ha raggiunto una percentuale mai toccata prima. «Abbiamo avuto la risposta dei cittadini che sono stati coinvolti – ha detto Lucini – Certo, ora dobbiamo cercare di ricostruire i legami tra amministrazione e cittadini per ridurre la differenza che si è creata in questi anni».
Il calo dei votanti, analizza il neosindaco, «è proporzionale rispetto al primo turno. Qualcosa che deve farci riflettere non in termini di legittimazione, perché la vittoria è netta, ma in termini di disaffezione della gente dalla cosa pubblica». A questo astensionismo, riflette ancora Lucini, potrebbe aver contribuito anche «La campagna della paura condotta da ciò che resta del centrodestra comasco nella fase finale della campagna elettorale. Una campagna che non ha sortito gli effetti attesi».
Altro capitolo affrontato da Lucini nelle ore immediatamente successive alla vittoria è stato quello, spinoso, relativo al cosiddetto “caso Roberta Marzorati”. L’ex consigliere comunale della lista Per Como è rimasta fuori dal consiglio comunale nonostante sia stata la candidata più votata in assoluto a Palazzo Cernezzi.
«Mi dispiace molto per la Marzorati – ha spiegato Lucini – Non è un mistero che abbiamo tentato di convincere sia lei sia Mario Molteni a entrare subito nella coalizione. Legittimamente loro hanno fatto una scelta diversa. Non nego che vi siano stati altri incontri, loro hanno chiesto l’apparentamento formale che per noi era impossibile per il legittimo riconoscimento dei consiglieri eletti nella coalizione. Sarebbe stato complicato, anche per rispetto a chi si è impegnato ed è stato eletto con le nostre liste».
Capitolo delicatissimo, sul quale Lucini ha detto nuovamente la sua, è quello delle paratie. «Si dovrà lavorare su questo in consiglio comunale e subito. Se riuscissimo a modificare il progetto potremmo uscire dal pantano in un paio d’anni. Se invece il progetto dovesse andare avanti così com’è, allora sarà impossibile trovare una soluzione rapida. Una cosa è certa – ha aggiunto Lucini – si dovrà ridurre l’impatto del cantiere delle paratie».
Infine, il rapporto con la minoranza e con i tanti volti nuovi che saranno presenti in consiglio comunale in questo mandato: «Le opposizioni sono una risorsa importante per la città. È sempre stato così».

Dario Campione

Nella foto:
Mario Lucini è stato eletto ieri sindaco di Como, Geologo, 54 anni, sposato e con tre figli, Lucini ha vinto il ballottaggio con la candidata del Pdl Laura Bordoli
22 maggio 2012

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