«La clinica di Bernasconi è stata la nostra salvezza»

Processo SanaVita – Ieri sono sfilate alcune giovani chiamate dalla difesa e che hanno risolto i loro problemi alimentari di bulimia o anoressia
Anche i genitori confermano: «Nessun abuso, nessuna esperienza sessuale davanti al gruppo»
Quella clinica è stata la loro salvezza. Un toccasana. Hanno risolto i loro problemi alimentari – bulimia o anoressia – dopo i trattamenti decisi da Waldo Bernasconi e dal suo staff. Tra Cascina Respaù ad Albate e SanaVita in Ticino. Una “riabilitazione” dopo tante udienze con pesanti bordate per il sedicente professore italo-ticinese Bernasconi che la Procura di Como (pm Mariano Fadda) accusa apertamente di truffa, esercizio abusivo della professione
e pure di violenza sessuale. La riabilitazione ieri nel Tribunale cittadino dove è andata in scena l’ennesima udienza per Bernasconi e tutto il suo staff, ancora assenti dall’aula giudiziaria. Stavolta hanno parlato una dozzina di ex ragazze che sono transitate da SanaVita negli anni scorsi.
Hanno spiegato, raccontato, chiarito e risposto alle domande del pm e dei difensori. «Nessun abuso, nessuna esperienza sessuale davanti al gruppo», hanno ripetuto in tante, ieri. Le testimoni sono state chiamate dalla difesa, gli avvocati Vimercati e Giuliano. Più di una ragazza è andata davanti ai giudici con piglio sicuro: «I miei problemi li ho risolti qui…», ha spiegato una giovane arrivata da Pisa con la madre, diabetologa. Anche la mamma, Elena Matteucci, è stata sentita in aula: «L’ho portata io qui, devo confermare che è guarita ed è tornata a casa senza problemi. E dire – ha concluso la professionista – che ha girato altre strutture in Italia, ma senza esito». Poi anche Rino Leardini, professore universitario di Bologna, docente di Chimica industriale: «Mia figlia – ha ammesso – ha risolto tutti i problemi alimentari con Bernasconi. Abusi sessuali? Non mi risultano, non me ne ha mai parlato».
Una dozzina i testimoni sentiti nell’udienza di ieri tra mattina e pomeriggio. Ritmi serrati per non fare tornare a casa nessuno senza avere deposto visto che molti sono arrivati da fuori provincia. Poi i giudici hanno rinviato tutto al prossimo 9 febbraio.
Altra udienza della difesa, altri testi chiamati a supportare la tesi “innocentista” di Bernasconi. Mentre per il sedicente professore, anche ieri assente dall’aula del Tribunale cittadino, in precedenza solo bordate ed accuse pesanti. Dall’avere esercitato senza alcun titolo agli abusi sessuali su alcune pazienti.

Marco Romualdi

Nella foto:
Il momento del sequestro dei locali della clinica SanaVita nella Cascina Respaù di Albate, dove esercitava il guru dell’anoressia

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