Cronaca

«La corruzione dilaga, non solo tra i politici»

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Claudio Galtieri Presidente della Corte dei Conti della Lombardia
«Ormai abbiamo perso il confine tra giusto e sbagliato, tra lecito e illegale»

(da.c.) «La corruzione è sempre quella degli altri». Schiocca come una fucilata nel buio la considerazione di Claudio Galtieri, presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Milano.
A Como per un seminario organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria, il magistrato ha incontrato la stampa locale e ha offerto ai taccuini la sua impietosa analisi sullo stato attuale della società italiana.
A partire, ovviamente, dalla madre di tutti

i guai: la corruzione. «Il primo dato reale è la crescita del fenomeno – ha detto Galtieri – Un fenomeno che ha cambiato pelle: dai sistemi rozzi di un tempo si è passati a sistemi sofisticati, difficili da analizzare e da provare in vista di una definizione sanzionatoria». Un vicolo cieco, quello della corruzione. Dal quale «non si può uscire soltanto guardando al livello politico».
Sì, perché, contrariamente alla vulgata che ormai prorompe da ogni dove, non è soltanto ai partiti che si deve volgere lo sguardo quando si affronta l’argomento.
«La corruzione è diffusa a tutti i livelli – ha spiegato il presidente della sezione giurisdizionale della magistratura contabile lombarda – e riguarda in particolare l’apparato statale e amministrativo. La politica entra ed esce dalla scena, ma non è presente con identica durata, nella struttura, rispetto a chi ne fa invece parte stabilmente». In altre parole, dice Galtieri, «la società civile non è affatto migliore di quella politica».
L’idea che tutti i mali discendano da un unico ramo è quindi totalmente incoerente. «La realtà supera la fantasia – afferma il magistrato – siamo abituati a vedere di tutto».
Nessuno sconto, quindi. «È un fatto culturale – insiste Galtieri – ormai abbiamo perso il confine tra giusto e sbagliato, tra lecito e illegale. Il passo tra l’aiutino e il favoreggiamento di interessi illeciti è molto breve».
Dopo un breve passaggio sulle indagini avviate dalla Corte a Como – «La mia è una funzione giudicante, ha detto – ho casi che mi vengono sottoposti ma non ho una reale cognizione di ciò che avviene a Como. Leggo ciò che accade sui giornali, ad esempio il muro, e comunque se anche avessi atti depositati in cancelleria ovviamente non potrei dire nulla» – Galtieri si è soffermato sulla questione dei ribassi d’asta, problema tra i più “indagati” dai magistrati contabili. È cattiva consuetudine, in Italia, che le grandi e piccole opere pubbliche lievitino – nei costi – come panettoni. «Il prezzo più basso viene utilizzato in tutta Europa, d’altronde il principio dell’adeguamento dei prezzi per i contratti di durata è previsto dal Codice Civile – spiega Galtieri – Il punto vero è un altro: la mancanza di cultura nella selezione delle imprese. In Italia ci sono 32mila imprese che potenzialmente possono concorrere ad appalti superiori ai 150mila euro. Una ogni 2mila abitanti. Quelle che possono gareggiare per appalti sotto soglia sono invece il triplo. L’efficienza della spesa è data dalle economie di scala».
E poi c’è la questione dei progetti. «Una insufficiente qualità della progettazione comporta la necessità di continui adeguamenti e l’allungamento dei tempi. Così i prezzi, che non stanno ad aspettare, aumentano».

Nella foto:
La Procura presso la Corte dei Conti della Lombardia indaga sui costi del cantiere delle paratie a Como
8 Novembre 2013

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