«La crisi in Italia è enfatizzata e ha confiscato il nostro futuro»

alt La filosofa Laura Boella al convegno della Bcc di Alzate Brianza
«La crisi in Italia è enfatizzata, si ha una percezione ansiogena degli avvenimenti». Così Laura Boella, docente di Filosofia morale alla Statale di Milano, ha riassunto giovedì sera la situazione del nostro Paese in occasione del secondo appuntamento della rassegna “Prendila con filosofia. Vivere filosoficamente il tempo della crisi”, un ciclo di conferenze organizzato dalla Banca di credito cooperativo dell’Alta Brianza e da Filippo Casati, Andrea Pollastri e Luigi Torriani dell’Associazione

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L’incontro, che ha registrato il tutto esaurito, si è tenuto ad Alzate Brianza, nella sala convegni “Maggi” della sede centrale della Bcc, in via IV Novembre. “I tempi della crisi: contemporaneità e non contemporaneità” il tema della serata, moderata da Mario Rapisarda, direttore del “Corriere di Como” e del tg di Etv.
«In questo Paese c’è la tendenza all’esasperazione – ha spiegato Laura Boella – dovuta anche al grande momento d’incertezza che stiamo attraversando. La crisi è vista come un evento spaventoso, catastrofico dal quale non riusciremo mai a risollevarci, è diventata il nostro presente». Ed è proprio su questo punto focale che si costruisce la tesi della professoressa: la crisi dà forma alla nostra esperienza del tempo, non è più un passaggio.
«Oggi la crisi è diventata il nodo della nostra esistenza – ha affermato la docente della Statale – Ha confiscato il nostro futuro e viviamo in un’immobilità folgorante che ci impedisce di vedere possibili vie d’uscita. Bisogna cominciare a rivalorizzare le proprie vite cercando un equilibrio tra passato e futuro».
Come si può, allora, imparare a vivere in questo tempo, il tempo della crisi? «Ci sono due modi per affrontarlo – ha detto Laura Boella – Quello della contemporaneità, che prevede uno sforzo di comprensione fino al punto di trovarsi d’accordo con ciò che accade nel proprio secolo, e quello della non contemporaneità, che porta l’uomo a estraniarsi dal presente».
Il rifiuto per il presente è, secondo la docente, un fenomeno molto diffuso nel quale si annidano però le speranze per superare la crisi. «La repulsione per il nostro tempo – ha evidenziato la professoressa – porta all’insofferenza, una spia importantissima delle profonde contraddizioni che viviamo oggi e delle fratture sociali. Quando la riconosciamo, ci si rende conto che non è possibile vivere in questa fissità. L’insofferenza, insomma, ci porta a smuovere il tempo della crisi».
Com’è dunque possibile, come direbbe la filosofa tedesca Hannah Arendt, continuare a essere umani in tempi bui? «Dobbiamo farci un’iniezione di altro che non sia la crisi – ha sottolineato Laura Boella – Bisogna uscire dal tunnel dello spread e dei temi economico-finanziari che ci martellano ogni giorno: dobbiamo riprenderci il nostro tempo e quei valori che sembriamo avere perso e cancellato».

Enrica Corselli

Nella foto:
I salone della Bcc (foto Mv)

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