«La crisi moltiplica le vertenze. Recuperati crediti per 5 milioni»

altEconomia lariana – Antonio Mastroberti: «Negli anni della recessione si è verificato un incremento deciso rispetto al periodo antecedente il 2008»
Nel 2013 la Cisl dei Laghi ha assistito 1.282 lavoratori. Nel terziario si concentra il 44% delle cause individuali

(f.bar.) I numeri della crisi fanno sempre più paura. E i dati forniti dal settore vertenze della Cisl dei Laghi sono impietosi. «Nel 2013 abbiamo assistito ben 1.282 lavoratori. Di questi 752 in azioni individuali e 530 nelle procedure concorsuali», dice Antonio Mastroberti, responsabile dell’ufficio vertenze della Cisl dei Laghi. Nel 70% dei casi l’attività del sindacato ha riguardato il recupero dei crediti. Nell’anno passato sono stati recuperati ben 5.095.293 di euro. Di questi ben 4.330.810 dalle

procedure concorsuali e il rimanente dalle cause singole.
«Abbiamo assistito a un incremento deciso delle cause negli anni della crisi rispetto al periodo antecedente il 2008, quando tutto è cominciato. Prima della pesantissima recessione non si arrivava comunque a un milione di euro recuperato in un anno», spiega Mastroberti.
Nel settore del terziario si concentra ben il 44% delle vertenze individuali. In particolare nei pubblici esercizi (come bar e ristoranti), nei centri estetici e nei parrucchieri e, poi, all’interno delle famiglie. «È molto alto il dato sui contenziosi tra i collaboratori domestici. Questo perché spesso vengono regolarizzati per un numero di ore inferiori rispetto a quelle effettivamente lavorate», dice ancora Mastroberti.
Colpito, inoltre, il settore dei trasporti nel 12% dei casi. A seguire il comparto edile (11%), il metalmeccanico (11%) e il settore tessile (9%). Solitamente, nel 60% dei casi si arriva a una transazione tra lavoratore e datore senza arrivare in giudizio.
Per quanto invece riguarda le procedure concorsuali, nel 31% dei casi i fallimenti riguardano aziende commerciali, per il 30% si tratta di ditte metalmeccaniche, poi imprese edili (24%) e tessili (13% tessili). «Prima della crisi il numero delle aziende che fallivano erano circa un quarto rispetto a oggi. In passato eravamo abituati ad assistere soprattutto ai fallimenti delle grosse aziende manifatturiere, specialmente tessili e meccaniche. Oggi, invece, assistiamo alla scomparsa anche delle piccole imprese che operano in comparti nuovi come il terziario, i trasporti piuttosto che l’edilizia». Nel solo 2103 in provincia di Como i fallimenti sono stati ben 130.

Nella foto:
In questi ultimi anni la crisi ha colpito duramente il settore commerciale e quello dei servizi

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.